
Nella Casa della Storia di Mantua si rappresenta il banchetto offerto al Capo Militare, Luogotenente Generale Antonio Marcelino Maceo Grajales al suo arrivo in questa città, nel 1896, dopo che i membri del Circolo Amici del Museo avranno interpretato la cerimonia della firma del documento capitolare davanti al luogo in cui sorgeva all’epoca il Municipio.
Dopo la firma del documento capitolare, il Titano di bronzo incamminò i suoi passi verso la casa del reggente del municipio Don Simón Docal, spagnolo, nato a Landrove, che offerse un banchetto in suo onore.
Accompagnato dagli alti ufficiali del suo Stato Maggiore, dal sindaco Fors Docal e da altri firmatari, Maceo entró nella casa al No. 20 della Calle Real, all’angolo con Alameda (oggi José Martí No.159, angolo José Miró) dove aspettava impaziente Doña Juana Urquiola Piñero, moglie di Docal, che aveva fatto il suo meglio perchè le sue schiave domestiche elaborassero un pranzo - consistente in moros e cristianos (Riso con fagioli neri), arrosto di maiale alla griglia, yucca con condimento creolo (succo d’arancia amara, aglio e succo di limone, soffritta in grasso di maiale) e boniato fritto – che fosse all’altezza dell’ avvenimento senza paragoni della storia di Mantua.
Accomodati nella vasta terrazza-sala da pranzo al fondo della grande casa coloniale, il sindaco Fors y Perdomo invitò a un brindisi con champagne per il trionfo dei liberatori.
Scrive José Luciano Franco nei suoi appunti sulla vita di Maceo, che il sindaco alzò la sua coppa offrendone un’altra al generale, ma questi la rifiutò.
“Grazie, non bevo nessun tipo di vino o di liquore”.
Alla fine del banchetto il sindaco estrasse dal suo portasigari d’argento due Habanos e offrendone uno al Titano di bronzo gli disse: “Bene generale, però le piacerà, come ad un buon cubano, fumare un sigaro di Vueltaabajo!”
“Mi spiace molto non poterla compiacere, disse Maceo, ma io non fumo”.
(Pertierra è scrittore e storiografo di Mantua /Traduzione GM -Granma Int.)


