ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Photo: Archivo

Matanzas - Decine di studenti, bambini, giovani e maestri in generale hanno ricordato nella sua terra natale Conrado Benítez, il giovane vilmente assassinato il 4 gennaio del 1961 da bande contro rivoluzionarie presenti nella zona dell’Escambray, al servizio della CIA.

In molte scuole del paese si è reso omaggio a lui e ai molti altri che furono maestri volontari nel 1960 per portare l’educazione nelle zone più recondite della nazione.

Odalys López, funzionaria del comitato provinciale del Partito, ha partecipato alla cerimonia davanti alla casa in cui nacque il giovane maestro, nel quartiere di Pueblo Nuevo di questa città, una cerimonia in onore di quel ragazzo il cui assassinio commosse tutta l’opinione pubblica.

Come parte dell’omaggio è stata trasferita in questa residenza la mostra del mese, dal Museo Provinciale Palacio de Junco, ed è stata realizzata una processione sino alla sua tomba nel cimitero locale. Inoltre è stato consegnato un quadro allegorico a a Herminia Benítez López, una zia molto vicina a Conrado.

Reynaldo Nilo Chirino, a nome dei maestri volontari della provincia, ha sottolineato la partecipazione dei maestri volontari di Villa Clara e L’Avana e degli alfabetizzatori e dei compagni di studi nella Sierra Maestra.

Chirino, che lo conosceva ed era suo amico, lo ricorda come un giovane molto umile, taciturno e rispettoso, del quale tutti ammiravano lo spirito solidale e la disposizione per realizzare qualsiasi compito.

Sua zia Herminia Benítez, conosciuta come Miní, ha confessato che era una delle persone che ha amato di più e che quando le annunciarono la sua morte si aggrappò sconsolata a una trave della sua umile casa.

“È stato uno dei giorni peggiori della mia vita”, ha ricordato la donna di circa 90 anni che ricorda sempre il viso allegro di Conrado, quando seppe del richiamo di Fidel ai giovani che erano disposti ad insegnare a leggere e scrivere tra le montagne e nei luoghi più impervi.

“Era tornato a casa molto contento e disse che sarebbero venuti con un formulario e io lo riempirò”, aveva assicurato.

Mini ha ricordato che i contadini lo amavano e che era andato con loro anche a tagliare il legname per fare i banchi di quella sua piccola scuola.

“Aveva solo 18 anni quando lo hanno ammazzato per il delitto d’insegnare a leggere e scrivere e non mi dimentico mai di lui, neanche un minuto. Lo tengo inciso dentro il mio cuore. (Traduzione GM - Granma Int.)