“L’ordine territoriale e l’urbanesimo son funzioni pubbliche e discipline chiave per realizzare un modello di sviluppo sostenibile e prospero che aspiri alla giustizia sociale, l’efficienza economica e la preservazione dell’ambiente; che includa l’ identità culturale dei popoli di fronte a un mondo globalizzato che cerca d’imporre i suoi indici”, ha detto Carlos Manuel Rodríguez Otero, capo del dipartimento d’ Investigazione e sviluppo dell’ Istituto di Pianificazione Fisica, durante la chiusura, venerdì 13, della XV Convenzione Internazionale di Ordine Territoriale e Urbanesimo.
Il funzionario ha aggiunto che questo incontro ha contribuito a propagare l’idea che la dimensione fisico spaziale dei processi sociali, culturali, economici, tecnologici e ambientali è un fattore essenziale per lo sviluppo della società e in particolare a livello locale.
Il Comandante Julio Camacho Aguilera, che ha presieduto la cerimonia, ha detto che questo è stato un incontro di grande utilità non solo per Cuba, ma anche per quei paesi che sono stati rappresentati, perché abbiamo stabilito come devono essere i nostri passi, come dobbiamo lavorare, come dobbiamo garantire il presente e come dovrà essere il futuro.
Durante la giornata, Eusebio Leal Spengler ha offerto la conferenza intitolata “La sfida di un’utopia: il recupero integrale de L’Avana Vecchia”.
In difesa dell’utopia
“Al principio il tema del restauro necessitava un punto di partenza, trovare l’unione di tutti coloro che dovevano intraprendete questo impegno. Abbiamo visto subito che il lavoro da realizzare aveva una ripercussione economica favorevole per l’Isola, ma la cosa importante era pensare alla città partendo dai suoi abitanti.
Per questo riconoscere l’identità, la diversità di questi luoghi e la loro gente, ci ha aiutato a incontrare il cammino per intraprendere il nostro lavoro.
Allora ci siamo proposti di tracciare una strategia che cancellasse l’idea che gli altri hanno molto e noi abbiamo poco, partendo dal principio martiano che la base e la radice della libertà si trovano nei municipi e questa visione multidisciplinare ha portato a considerare l’impresa proposta come “una difesa dell’utopia”.
Partendo dalle sfide affrontate dall’Ufficio che dirige, Leal ha segnalato come i più pericolosi i danni provocati alla città dai fattori naturali, come la penetrazione del mare che porta via con sè edifici e alberi, tra gli latri danni.
“Ma se la natura li abbatte, noi li rialzeremo”, ha aggiunto.
La nostra città è ferita, coperta da un velo di decadenza: se però riusciamo a togliere questo velo, la città apparirà in tutto il suo splendore. L’Ufficio si è proposto di dimostrare che è possibile restaurare e recuperare luoghi che erano in rovina e con risorse limitate.
Lo dimostrano innumerevoli luoghi del Centro Storico de L’Avana, come la Chiesa di Paula, il Monastero di Santa Teresa, il Collegio di Belén, la Quinta de los Molinos…
In tutti questi posti abbiamo recuperato zone d’interesse sociale, sale da concerto, musei, asili infantili e ospizi per anziani…
Siamo orgogliosi di questo sforzo della nazione per salvare la sua identità, uno sforzo che oggi si sta estendendo anche ad altre città del paese e che ci riempie di soddisfazione, perché, come sostiene un proverbio asiatico “la mano fa quello che il cuore comanda. (Traduzione GM - Granma Int.)


