ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

L’Avana - Con il riconoscimento che il blocco economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti continua ad essere l’ostacolo principale per il commercio con l’Isola, nella capitale cubana si sta realizzando il Consiglio degli affari USA – Cuba.

Costituito lo scorso 25 settembre a Washington – con l’auspicio delle Camere del Commercio dei due paesi, il Consiglio degli affari ha il proposito di costruire una relazione commerciale strategica, propiziare vincoli nel settore delle imprese e identificare opportunità commerciali, per cui 50 imprenditori d’importanti imprese statunitensi sono venuti a Cuba.

Stanley Morgan, Home Depot, Caterpillar, Boeing, American Airlines, Heinz Kraft, Fox News, The Wall Street Journal e Sprint, sono alcune delle compagnie che vogliono conoscere da vicino la realtà nazionale e fare scambi con la parte cubana, rappresentata da funzionari e imprenditori del turismo, la salute, l’industria, le telecomunicazioni, le banche, il trasporto, l’energia e le miniere.

Rodrigo Malmierca, ministro cubano del Commercio Estero e l’Investimento Straniero, ha ricevuto Myron Brilliant, vicepresidente esecutivo della Camera statunitense — pochi minuti prima d’iniziare la riunione del Consiglio degli Affari, per parlare delle potenzialità dell’economia cubana e delle trappole che il blocco impone agli scambi commerciali.

Orlando Hernández Guillén, presidente della Camera di Commercio di Cuba, dando inizio alle sessioni di lavoro, ha sottolineato le opportunità di commercio e investimento che aprirebbero alle imprese nordamericane una volta eliminato il blocco politico che costituisce il principale ostacolo per lo sviluppo di questo genere di relazioni.

Myron Brilliant, alla guida di un gruppo d’imprenditori, ha detto che il Consiglio è un passo alla ricerca di come costruire i vincoli commerciali, eliminare le differenze che persistono e deplorare le opportunità.

“Sappiamo che esistono dei limiti che non permettono alle compagnie degli USA di commerciare o investire in Cuba”, ha detto Brilliant, ed ha riconosciuto che l’amministrazione di Barack Obama deve fare dei cambiamento ad alcune regole, ed ha anche segnalato che il Congresso è quello che dovrà eliminare il blocco contro l’Isola.

(Traduzione GM - Granma Int.)