OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
Photo: Granma

La comunità internazionale si pronuncerà domani sul blocco per la prima volta dopo il 17 dicembre scorso, quando Cuba e gli Stati Uniti hanno aperto un nuovo capitolo della loro storia bilaterale che ha permesso il ristabilimento delle relazioni diplomatiche e l’apertura di ambasciate a L’Avana e a Washington.

Nonostante alcune misure esecutive del presidente Barack Obama, il grosso della politica d’assedio economico, finanziario e commerciale si mantiene in piedi.

Da lì la necessità di portare ancora una volta questo tema alla ONU, dove Cuba accumula più di due decenni d solido appoggio globale.

Il rapporto annuale intitolato “ Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti d’America contro Cuba ( pubblicato integralmente da Granma in Italiano in internet) , indica le perdite accumulate in pi`di mezzo secolo di aggressioni in 833.755 milioni di dollari, considerando le fluttuazioni del valore dell’oro.

Secondo gli specialisti, questo numero è al minimo e nella pratica potrebbe essere molto più alto, dato che il blocco non solo implica un costo maggiorato perché obbliga ad ricorrere a mercati lontani, ma perchè include milioni di dollari in perdite per affari nel mondo intero che non si realizzano per il timore delle sanzioni, con inoltre l’impossibilità per Cuba di vendere i suoi prodotti nel più grande mercato del mondo.

Il ministro cubano degli Esteri, Bruno Rodríguez, da ieri è a New York per partecipare a questa nuova votazione e parlare di fronte al Forum di 193 nazioni.

Si spera che domani martedì 27, si ripeta la condanna di massa di questa politica d’ aggressione che si mantiene nonostante i vincoli diplomatici delle due nazioni e anche se lo stesso presidente Obama ha chiamato il Congresso del suo paese a lavorare per la sua eliminazione.

Gli Usa hanno rinforzato il blocco economico contro Cuba nel 2015

Il governo degli Stati Uniti ha rinforzato quest’anno il blocco economico, commerciale e finanziario imposto a Cuba, una politica che ha contribuito al deterioramento dell’economia dell’Isola ed ha incrementato le carenze della popolazione.

I danni hanno colpito le entità cubane ed anche terze imprese. Un esempio: l’impresa nordamericana Gen Tech Scientific ha negato la vendita di cromatografi di Gas Agilente 5975C, utilizzati per investigazioni e diagnosi nelle aree biochimiche, farmaceutiche e mediche, con la motivazione della proibizione delle vendite, ordinata dal Dipartimento di Stato.

Questa risposta è stata data dopo l’annuncio del 17 dicembre scorso di ristabilire le relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti, precisa il Progetto di Risoluzione intitolato “Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro Cuba”, che si presenterà domani, martedì 27, nelle Nazioni Unite.

Il 12 marzo del 2015, la banca tedesca Commerzbank ha accordato con i Dipartimenti del Tesoro e Giustizia, la Riserva Federale, il Dipartimento dei Servizi Finanziari di New York, l’Ufficio del Prefetto del Distretto sud di New York e l’Ufficio del Prefetto del Distretto di Manhattan, il pagamento di una multa di milioni.

Questa misura, secondo le autorità statunitensi è stata imposta per le violazioni alle regole contro Iran, Sudan, Myanmar e Cuba.

Il rapporto dell’Ufficio di Controllo degli Attivi Stranieri sostiene che tra settembre del 2005 e dicembre del 2007, la Commerzbank ha realizzato 56 transazioni relazionate con Cuba per un valore di 2 milioni 283.456 dollari.

Il 1º giugno del 2015, la compagnia statunitense Sigma-Aldrich, una dei leader mondiali nella produzione chimica e biochimica, ha negato la vendita all’impresa cubana Quimimpex, di prodotti chimici indispensabili per lo sviluppo dell’ industria chimica di Cuba.

La Sigma-Aldrich ha sostenuto che non può vendere prodotti, nè i suoi servizi, né le informazioni tecniche, perché Cuba è un paese sanzionato in cui non si può esportare, riesportare, vendere o somministrare beni, tecnologie o servizi direttamente o indirettamente, dagli Stati Uniti o per qualsiasi persona di questo paese, indipendentemente dalla sua ubicazione.

Il 2 giugno del 2015, l’impresa degli USA Columbiana Boiler Company, LLC, specializzata nella fabbricazione di contenitori pressurizzati, ha negato la vendita alla impresa cubana Quimimpex dei cilindri necessari per invasare il cloro che si usa per rendere potabile l’acqua del sistema degli acquedotti.

L’entità ha sostenuto che le era proibito l’invio di prodotti a Cuba.

Lo scorso 5 settembre del 2014, tre mesi prima dello storico annuncio del 17 dicembre, il presidente statunitense Barack Obama ha rinnovato le sanzioni contro Cuba, realizzando l’azione con la Legge del Commercio con il Nemico del 1917, un elemento alla base delle leggi e delle regole che sostengono il blocco contro l’Isola, adducendo interessi di politica estera.

Il blocco continua ad essere una politica assurda e moralmente insostenibile, che, come ha riconosciuto Obama, non è servito al proposito di piegare la decisione del popolo cubano di scegliere il suo sistema politico e stabilire il suo futuro.

( PL/ Traduzione GM – Granma Int.)