ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Un attraente disegno e montaggio distingue il museo Emilio Bacardí. Photo: Eduardo Palomares

Santiago di Cuba – È stato un regalo di lusso, nel Giorno della Cultura Cubana, martedì 20 ottobre, la riapertura del Museo Provinciale Emilio Bacardí Moreau, un pezzo chiave del futuro di questa città, che era chiuso al pubblico da tre anni per i danni provocati dall’uragano Sandy.

Seriamente danneggiato dal fenomeno meteorologico, il Museo è stato restaurato completamente: è stato cambiato il tetto, gli infissi sono nuovi come le installazioni sanitarie e idriche. I pavimenti sono migliorati e l’istituzione è stata completamente ridipinta.

Il master e specialista principale, Oscar Vera Noa, ha detto che grazie ad un nuovo disegno e alla disposizione del Museo, si potranno apprezzare più di mille oggetti tra i quali, nella Sala della Storia, cose di proprietà di José Martí, Antonio Maceo, Carlos Manuel de Céspedes e Máximo Gómez, tra i vari patrioti.

La Sala dell’Arte distingue le collezioni di dipinti del Museo del Prado (spagnolo ), e della pittura cubana dalla tappa coloniale ai nostri giorni, con quadri come “La Confronta de Billetes” o “Lista de Lotería”, di José Joaquín Tejada Revilla (1867-1943), ed altre opere di famosi artisti della città.

Non meno interessanti, nella Sala di Etnografia Religiosa sono esposti elementi delle culture precolombine, e dell’egiziana, includendo l’unica mummia egiziana esistente in Cuba, con due mummie peruviane e numerosi oggetti e vasi spirituali di queste antiche civiltà.

L’ingegnere Suitberto Fruto Heredia, direttore del Centro Provinciale del Patrimonio, ha aggiunto che è terminato anche il restauro della prima parte della Sala dell’Arte ubicata nell’antico Club San Carlos, un maestoso edificio situato davanti al Parco Céspedes, che come il Museo presenta l’impronta modernista dell'architetto Segrera Fernández (1880-1922). (Traduzione GM - Granma Int.)