ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Le delegazioni delle FARC-EP e il governo riprendono oggi i dialoghi per la pace in Colombia che si svolgono all’Avana e sono giunti al 41° ciclo, durante il quale la guerriglia ha riaffermato la sua posizione contro il paramilitarismo.

In un recente comunicato la rappresentazione insorgente ha qualificato il paramilitarismo come un flagello che colpisce la nazione sudamericana. Ha ribadito la richiesta di porre fine a questo fenomeno, proprio adesso che è possibile giungere ad un accordo di pace nel paese.

La guerriglia ha confermato la sua posizione ottimistica nei progressi dei dialoghi di pace, ma ha evidenziato le realtà che rendono difficile la transizione verso una Colombia in pace e con giustizia sociale.

Durante la settimana scorsa, i fronti guerriglieri in Antioquia e Chocò hanno riportato una numerosa presenza di paramilitari in nuove aree rurali e caseggiati, approfittando della tregua unilaterale delle FARC-EP e con la complicità palese delle forze armate, segnala il testo.

A Dabeiba l’esercito ha abbandonato la base militare de Tascon, a Cañon de La Llorona, verso il mare, affinché fosse occupata dai paramilitari, ha assicurato il gruppo insorgente.

A ciò, bisogna aggiungere la guerra sporca contro la sinistra ed i movimenti d’opposizione. Nello stesso modo – denunciano le FARC-EP - persistono minacce contro gli attivisti umanitari e i dirigenti sindacali. Dall’inizio del 2015, ad esempio, sono stati uccisi 69 difensori dei diritti umani. Davanti a questi fatti, nei principali mezzi d’informazioni e nei portavoce del governo, incontriamo un silenzio preoccupante.

In queste condizioni insisteremo che è impossibile raggiungere una pace stabile e duratura, mentre persistano il paramilitarismo e la guerra sporca, hanno concluso le FARC-EP.