ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

“Mamma, puoi farmi una ricarica? E’ urgente” aveva scritto Jorge Anibal Cruz Mendoza, un ragazzo di 19 anni, studente della Scuola Rurale Raul Isidro Burgos, alle 1 e 26 del 27 settembre 2014, rivela il sito Russia Today.

La notizia è stata diffusa nella memoria, pubblicata nei giorni scorsi, del Gruppo Interdisciplinare di Esperti Indipendenti (GIEI), composto da cinque rappresentanti della Commissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH).

Il messaggio contraddice la versione ufficiale della Procura, che indica l’inizio dell’incenerimento dei corpi degli studenti, nella discarica di Colulan, a mezzanotte , ovvero 76 minuti prima del messaggio, quando lo studente – secondo la versione ufficiale – era già morto. Inoltre, stando alle dichiarazioni degli accusati, i telefoni cellulari sarebbero stati “distrutti immediatamente”.

Inoltre, la memoria sostiene che il cellulare di Jorge Anibal abbia registrato una telefonata alle 22:16 del 26 settembre da un ripetitore prossimo al Palazzo di Giustizia della città di Iguala de la Independencia, con le coordinate della posizione dell’autobus che lo trasportava. In più, continua, lo studente “ha ricevuto un messaggio alle 22 e 23 e 20 secondi”.

“Dopo, dal 28 settembre al 20 ottobre, diverse telefonate e sms sono stati ricevuti dal cellulare di Jorge Anibal. La CEI non ha potuto determinare se ci sono motivi tecnici per spiegare questi fatti, però ha chiesto d’indagare su questi messaggi”, spiega il gruppo di esperti nella memoria.