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L’AVANA – Il ministro degli Esteri del Cile, Heraldo Muñoz, ha terminato la visita ufficiale a Cuba con un omaggio a Salvatore Allende e la firma di quattro accordi bilaterali su commercio e cooperazione, che includono una linea di credito per l’Isola.

La visita di due giorni è stata molto fruttuosa, ha detto Muñoz dopo la firma degli accordi, uno dei quali amplia quello di Complementazione Economia del 1999, alla presenza del ministro cubano del Commercio Estero, Rodrigo Malmierca.

Muñoz ha dichiarato che ci sono imprenditori cileni interessati a investire nella nuova zona franca industriale del “megaporto” del Mariel, nelle vicinanze della capitale cubana, che sta gradualmente assorbendo il movimento di merci dell’Avana. “Gli obiettivi della visita sono stati compiuti, vado via soddisfatto”, ha commentato il politico.

Uno degli accordi ristabilisce la linea di credito della Banca del Cile per le imprese cilene e cubane che commerciano tra i due paesi. “La stiamo rinnovando perché vediamo che l’economia cubana sta transitando verso una forma di relazione con il resto del mondo differente rispetto al passato, più normale per gli standard abituali del commercio internazionale” ha dichiarato all’agenzia di stampa AFP il presidente della banca statale cilena, Guillermo Larrain, che non voluto rivelare l’importo della stessa.“L’importante, più dell’ammontare, è la disponibilità della Banca ad accompagnare la crescita del commercio tra i due paesi”, ha concluso.

Nel 2014 il Cile ha venduto prodotti per 36 milioni di dollari all’isola, principalmente alimenti, ed ha importato 6 milioni di dollari tra rum e sigari.

L’INVESTIMENTO NELLA ZONA FRANCA

Il ministro Muñoz ha guidato una nutrita delegazione ufficiale e imprenditoriale, che ha incluso il leader dell’influente associazione degli industriali cileni, Herman von Muhlenbrock, e una quarantina di uomini d’affari.

Secondo il ministro, gli imprenditori sono arrivati all’isola con l’idea di incrementare il commercio “ma ora stanno pensando molto d’investire” nel Mariel. Questo megaporto è stato costruito con il finanziamento del Brasile e inaugurato a gennaio 2014, e Cuba spera si converti nel principale scalo dei Caraibi, beneficiandosi dell’ampliamento del Canale di Panama e la distensione tra l’isola e gli Stati Uniti.

Muñoz ha guidato la prima missione latinoamericana a Cuba, dopo che Washington e L’Avana hanno ristabilito le relazioni diplomatiche dopo mezzo secolo, lo scorso 20 luglio.

Il primo incontro ufficiale è stato con il cardinale Jaime Ortega, interlocutore privilegiato del governo dell’Isola.

“Ho avuto un incontro molto interessante con il cardinale Ortega (…) Gli ho fatto molte domande e lui ha una grande capacità di analisi, inoltre, credo sia stata una riunione assolutamente indispensabile in questi momenti di cambiamento” a Cuba, ha commentato Muñoz.

“Non lo conoscevo (…) così è stato un grande piacere poterlo incontrare personalmente e poter conversare per oltre un’ora”.

L’OMAGGIO AD ALLENDE

Il ministro cileno ha posto una corona floreale al monumento dedicato al presidente socialista cileno Salvador Allende (1970-73), nel 75° anniversario della sua vittoria elettorale, durante una cerimonia alla quale hanno partecipato il picchetto militare cubano e i cileni residenti nell’isola.

“Sono stato con i cileni che vivono a Cuba e gli ho spiegato che finalmente c’è stato il cambiamento costituzionale che permetterà ai cileni che vivono all’estero di poter votare” ha aggiunto Muñoz.

Allende vinse le elezioni in Cile il 4 settembre 1970 e uno dei primi atti fu di ristabilire le relazioni diplomatiche con la Cuba del suo amico e alleato Fidel Castro.

Questo primo passo per rompere l’isolamento dell’isola provocò l’ira di Washington che stimolò il colpo di stato militare che nel 1973 rovesciò Allende, che rifiutò di arrendersi e si tolse la vita con un fucile che gli aveva regalato Fidel Castro.