La riapertura ufficiale dell’ambasciata degli Stati Uniti in Cuba, presieduta dal segretario di Stato John Kerry, ieri venerdì 14 agosto, ha avuto un’ampia ripercussione in vari media della stampa internazionale.
Il presidente boliviano, Evo Morales, ha dichiarato la sua fiducia che con la nuova tappa finiscano le strategie ostili degli USA contro Cuba.
Morales, ha risaltato la forza del leader della Rivoluzione cubana, Fidel Castro, che ha affrontato per più di mezzo secolo le politiche economiche imposte dagli Stati Uniti dal 1962. “Fidel Castro, per più di 50 anni, si è fatto rispettare dagli Stati Uniti e ora si stanno riaprendo le relazioni diplomatiche”, ha riportato PL.
Il vicepresidente del Nicaragua, Omar Halleslevens, ha sostenuto che nonostante i passi realizzati resta pendente il tema dell’ingiusto blocco imposto da Washington a L’Avana da più mezzo secolo.“Con la riapertura dell’Ambasciata si sta ponendo una lapide definitiva sulla guerra fredda e le relazioni tra i due paesi cominciano a svilupparsi con uguaglianza e rispetto”, ha sottolineato Halleslevens.
Il Governo ecuadoriano ha felicitato Cuba e gli Stati Uniti per la decisione di riaprire le loro missioni diplomatiche a L’Avana e a Washington, dopo 54 anni d’interruzione formale delle loro relazioni diplomatiche.
Il Frente Farabundo Martí per la Liberazione Nazionale (FMLN) in El Salvador ha sostenuto che questo passo, dopo l’alzabandiera dell’insegna cubana del 20 luglio scorso nella sede diplomatica a Washington, è un passo importante per tutti.
Il Congresso Nazionale Africano (ANC) ha emesso un comunicato nel quale sottolinea la trascendenza della ripresa dei vincoli diplomatici tra L’Avana e Washington dopo più di mezzo secolo di rottura.
Il quotidiano statunitense The New York Times ha segnalato che questa visita del capo della diplomazia statunitense fomenterà la ricostruzione delle relazioni con Cuba e che è interesse delle due nazioni lasciare indietro un passato pieno d’ostilità. (Traduzione GM – Granma Int.)


