OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
Photo: Archivo

Le Forze Armate Rivoluzionarie (FAR) e il popolo di Cuba hanno reso omaggio agli eroi e ai martiri della Patria che accompagnarono il Comandante Ernesto Che Guevara nella gesta per la liberazione del Congo, in occasione del 50º anniversario.

Il membro del Burò Politico ed Eroe della Repubblica di Cuba, generale di corpo d’Esercito Álvaro López Miera, vice primo ministro delle FAR e capo del suo Stato Maggiore Generale, ha presieduto la commemorazione accompagnato dal membro del Comitato Centrale del Partito, Jorge Risquet Valdés, che fu il capo della Colonna Due, il battaglione Patricio Lumumba nel Congo Brazzaville.

Una rappresentazione dei combattenti che lottarono in Congo hanno scambiato le loro esperienze con giovani soldati e ufficiali che si sono riaffermati degni continuatori delle lotte rivoluzionarie, eredi del legato del Che e garanzie sicure dell’unità attorno alla Rivoluzione, al Partito, a Fidel e a Raúl.

Jorge Risquet, nel suo discorso, ha ricordato i momenti dall’arrivo del Che e di altri compagni nel Congo Leopoldville nel 1965, sino al ritorno degli ultimi combattenti delle truppe cubane dall’Angola, nel 1991.

“In quei 26 anni, 381000 cubana svolsero missioni internazionaliste nell’Africa nera e 2400 persero la vita in quelle terre ancestrali” ha detto.

Risquet ha aggiunto che l’indipendenza della Guinea Bissau, Capo Verde, Angola e Namibia, del Sudafrica senza apartheid, dell’Algeria e l’Etiopia con i suoi territori integri sono, il bilancio della collaborazione militare in Africa.

Ugualmente ha aggiunto che oggi la collaborazione cubana è di carattere civile, con la formazione di quadri inCuba e la presenza di specialisti in una trentina di paesi di quel continente soprattutto nel campo della medicina.

Víctor Dreke Cruz, il secondo al comando della Colonna del Che, oggi presidente dell’ Associazione dei Combattenti della Rivoluzione cubana a L’Avana ha ricordato che l’omaggio è un riconoscimento ai compagni che sono morti in combattimento.

In un incontro con la stampa ha aggiunto che alla sua partenza dal Congo il Comandante Ernesto Guevara, Tatu era il suo nome di guerra, salutandoli disse che sperava che non dimenticassero che lì avevano lasciato il sangue e i cadaveri di sei compagni. Che non si dimenticassero del continente africano.

(Traduzione GM – Granma Int.)