ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Photo: Anabel Díaz

Dopo una rigoroso controllo guidato dal Comitato Regionale di Convalida con l’Organizzazione Panamericana della Salute (OPS), il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia UNICEF e il Programma Congiunto delle Nazioni Unite per il VIH – Onu Sida - che ha compreso aspetti fondamentali, dall’assistenza medica ai diritti umani, Cuba è oggi il primo paese del mondo che ha ricevuto la convalida dell’eliminazione della trasmissione materno infantile del VIH e della sifilide congenita.

È un giorno storico per la prevenzione del VIH e del SIDA e per il progresso verso una generazione libera da questo problema a livello nazionale e globale, segnala un comunicato della OPS e UNICEF emesso ieri, martedì 30 giugno.

Cuba ha ottenuto un tasso di trasmissione materno-infantile del VIH di 1.85 %, al di sotto della media regionale e al di sotto della meta del 2% accordata dai paesi, risultato possibile solo grazie agli sforzi dello Stato cubano in differenti tipi d’intervento, come garantire l’assistenza prenatale con una media di 10 controlli per gravidanza, il parto istituzionale con personale qualificato, il test con siero e di ricerca del VIH durante la gravidanza con vigilanza attiva delle incinte positive per il VIH o la sifilide, e l’accesso al trattamento antiretrovirale come stabilito dagli organismi internazionali, segnala la relazione.

In accordo con il testo, in America Latina e nei Caraibi sono stati fatti passi avanti nell’ eliminazione della trasmissioni materno infantile del VIH. Di fatto il tasso regionale di trasmissione materno- infantile del VIH è diminuito del 18% nel 2010 e di circa il 5% nel 2013, grazie a interventi per aumentare le prove di scoperta del VIH e ampliare l’accesso al trattamento anti retrovirale.

Con questa convalida, Cuba segna un forte precedente e mostra che è possibile avanzare verso una generazione libera dal VIH, eliminando la trasmissione verticale. Questo è un passo decisivo e importante, segnala il comunicato.

La trasmissione dalla madre al figlio del VIH e della sifilide è quasi totalmente evitabile. Negli ultimi anni sono stati fatti grandi sforzi a livello mondiale per assicurare che le donne con VIH ricevano il trattamento che necessitano per stare bene ed evitare che i loro figli nascano con VIH o sifilide.

Cuba è stato il primo paese del mondo ad iniziare il processo di convalida dell’eliminazione verticale delle due malattie e questo ha incluso, tra l’altro, l’elaborazione di una relazione nazionale e la visita a Cuba di un Comitato Regionale di esperti indipendenti, convocati dalla OPS nel mese di marzo, che ha presentato la sua relazione al Comitato Globale dell’ Organizzazione Mondiale della Salute.

Questo Comitato Globale si è riunito la settimana scorsa per analizzare la relazione.

Alla conclusione della visita del Comitato Regionale nell’Isola, i suoi membri  avevano commentato alla stampa il tema dell’eliminazione verticale madre- figlio nelle malattie come la sifilide e il VIH, una preoccupazione nell’agenda della salute pubblica mondiale e il fatto che Cuba era il primo paese che, vicino alla meta dell’eliminazione accordata per il 2015, aveva esteso la sua intenzione di convalidare l’eliminazione delle due condizioni, e che questo confermava che effettivamente gli sforzi, gli investimenti e le sinergie dei differenti programmi della Salute Pubblica stavano ottenendo i risultati sperati.

Il Comitato Regionale stabilito dalla OPS ha vistato tre province dell’Isola: L’Avana, Santiago di Cuba e Villa Clara, e in ognuna di queste ha constatato il lavoro che si realizza in quest’area nei consultori medici, nei policlinici, negli ospedali, nei laboratori e nelle case materne, dove i suoi componenti hanno parlato con professionisti della salute, utenti dei servizi e la società civile organizzata in funzione di questa strategia.

Secondo la OMS, per ammettere che un paese ha eliminato la trasmissione materno infantile di sifilide congenita, deve presentare, tra i vari indici, una tasso di trasmissioni uguale o minore di 0.5 per ogni mille nati vivi, mentre nel caso del VIH dev’essere uguale o minore dello 0.3% per mille nati vivi nell’anno.

Il ministro cubano di Salute Pubblica, Roberto Morales Ojeda, ha partecipato, lunedì 29 giugno, a una conferenza stampa a Washington, da dove ha annunciato i nuovi successi dell’ Isola in questo settore ed ha descritto gli sforzi realizzati per ottenerli, oltre ai passi avanti a livello regionale.

Tutta la mattina, nella sede della OPS di Washington, DC, si è svolto il dibattito: Nascere senza VIH: Cuba è il primo paese del mondo ad eliminare la trasmissione da madre a figlio del VIH e della sifilide.

Nonostante questi risultati, la OPS avverte che ci sono sempre problemi importanti. Anche se il curriculum scolastico incide nell’educazione e nell’informazione sulla salute sessuale e riproduttiva, è necessario approfondire la conoscenza negli adolescenti e nei giovani sul VIH e le sue forme di trasmissione, per ridurre i comportamenti a rischio.

Di fatto circa una terza parte dei giovani entra nella vita sessuale senza proteggersi e più della metà considera di non avere assolutamente probabilità d’infettarsi con il VIH.

“Un’ultima inchiesta di indici molteplici (MICS) realizzata dal ministero di Salute con appoggio di UNICEF nel 2014 mostra che solo il 60.9% delle donne e il 58.6% degli uomini tra 15 e 24 anni identificano correttamente due forme per prevenire la trasmissione sessuale del VIH, tutti dati che mostrano l’importanza di continuare a lavorare con adolescenti e giovani per sensibilizzare ed educare la nuova generazione.

Inoltre l’organismo delle Nazioni Unite segnala che è necessario continuare a lavorare contro ogni genere di discriminazione verso le persone che vivono con il VIH indipendentemente dall’età e l’orientamento sessuale.

(Traduzione GM - Granma Int.)