ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
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Il 10 dicembre alle 12:00, sulla corazzata Kearsage, la nave portabandiera statunitense che era ancorata nella baia di Guantánamo, nell’oriente di Cuba, dopo lo sparo di 21 salve d’artiglieria, si procedette ad ammainare l’insegna della Patria, la bandiera dell’Isola dei Carabi, per innalzare a terra quella degli Stati Uniti, nel Punto chiamato Spiaggia dell’Est. Con quella cerimonia iniziava nella storia di Cuba la vergognosa e illegale occupazione di una parte del suo territorio.

L’esproprio fatto a Cuba di una porzione di acqua e terra nella zona della Baia di Guantánamo da parte del governo degli Stati Uniti e l’installazione di una base navale, aveva allora un senso strategico dovuto alla vantaggiosa posizione geografica dell’Isola.

Le caratterístiche proprie della rada guantanamera (5,2 chilometri di lunghezza, 20 metri di profondità, 20 cayos interni, 5 moli e capacità per l’attracco di 42 navi) le conferivano un considerevole valore per realizzare il predominio militare statunitense nei Caraibi, al centro e al sud del continente americano; questo perchè Cuba costituiva un punto vitale per il controllo del canale inter - oceanico che si progettava di costruire a Panamá, i cui diritti li aveva ottenuti il governo yanquee nello stesso 1903.

Gli accordi tra i governi degli Stati Uniti e Cuba per l’usurpazione della zona della baia di Guantánamo, furono firmati il 16 febbraio del 1903 a L’Avana, e il 23 dello stesso mese a Washington. Un regolamento d’affitto fu scritto il 2 luglio dello stesso anno.

Le epigrafi 3 e 7 dell’ignominioso Emendamento Platt, approvato come legge dal Congresso statunitense e annesso alla Costituzione cubana nel 1901, servirono da «cornice legale» per un possibile intervento militare di Cuba da parte degli Stati Uniti e la successiva aggiudicazione, «per il tempo che sarà necessario», di porzioni di terra e acqua, nelle baie di Guantánamo e Bahía Honda per stabilirvi stazioni carbonifere o navali.

L’epigrafe 7 stipulava: «Dato che gli Stati Uniti hanno posto le condizioni per mantenere l’indipendenza di Cuba e per proteggere il popolo della stessa, così come per la sua stessa difesa, il governo di Cuba venderà o affitterà agli Stati Uniti le terre necessarie per basi di carbone o stazioni navali in certi punti determinati che si accorderanno con il Presidente degli Stati Uniti».

L’accordo sui terreni di Bahía Honda fu annullato il 22 dicembre del 1912 con la finalità di ampliare l’area affittata a Guantánamo.

Anni dopo, come risultato della protesta popolare contro l’Emendamento Platt e i cambi prodotti nella situazione internazionale, il 29 maggio del 1934, con la firma del Trattato delle Relazioni, fu abrogato lo stesso. Ma, senza dubbio, la “Base di Guantánamo” rimase in Cuba.

“Il contratto d’affitto perpetuo dei terreni del mare territoriale che fanno parte della Base de Caimanera manca d’esistenza legale e validità giuridica, ed è viziato nei suoi elementi essenziali: a) l’incompetenza radicale del governo di Cuba per cedere a perpetuità un pezzo del territorio nazionale; b) por la stessa ragione l’oggetto e la causa sono illeciti; c) il consenso fu strappato mediante violenza morale irresistibile e ingiusta. […] Un trattato incostituzionale e carente d’efficacia giuridica, no concede diritti, non impone obblighi, non proporziona protezione, manca inesorabilmente di positività; è, da un punto di vista legale, è inoperante come se non fosse stato mai sanzionato […]”.

Le truppe che stavano nell’installazione statunitense furono utilizzate più d’una volta come strumenti della repressione interna dai governi di turno.

Nel 1912, i militari yanquee nella base intervennero nel territorio cubano per il sollevamento del detto Partito Indipendente di Colore.

Cinque anni dopo, in occasione del sollevamento del Partito Liberale, vari distaccamenti del Settimo Reggimento di Fanteria della Marina dislocati nella base, occuparono posizioni al di fuori di questa, con il pretesto di proteggere le vie di rifornimento dell’acqua dall’estero.

La Base de Guantánamo permise l’uso delle sue forze militari durante l’invasione yanquee in Haiti nel 1915 e della Repubblica Dominicana nel 1918.

Durante la lotta insurrezionale contro la dittatura di Fulgencio Batista nelle montagne della Sierra Maestra, gli aerei della tirannia si rifornivano di combustibili e materiali per la guerra nella Base e da lì partivano per bombardare in forma indiscriminata i territori liberati dall’Esercito Ribelle, provocando la morte di civili innocenti. (Frammento dal libro “Il gigante delle sette leghe” della casa editrice Capitan San Luis –

Traduzione Gioia Minuti)