ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Nel Palazzo delle Convenzioni de L’Avana, dove la Convenzione si svolgerà sino a venerdì 24, i circa duemila delegati e invitati di tutti i continenti hanno ascoltato il saluto inviato dalla dottoressa Margaret Chang, direttrice generale dell’Organizzazione Mondiale della La dott. Chang ha elogiato il sistema nazionale di salute cubano, la sua copertura universale ed ha reiterato la sua riconoscenza al governo e al popolo dell’Isola per il loro contributo nell’affrontare il virus dell’Ebola in Africa Occidentale, impegno che ha compreso anche la preparazione di altri specialisti di diversi paesi.

Nell’apertura, la dottoressa Isabel Danell, direttrice aggiunta dell’Organizzazione Panamericana della Salute, ha segnalato il ruolo dell’Isola nella regione delle Americhe in questo settore, soprattutto per aver sradicato malattie come la poliomielite, il morbillo e la varicella.

“Cuba, ha detto, è il primo paese del mondo che ha superato il processo di convalida in funzione dell’eliminazione della trasmissione materno infantile della sifilide e del VIH.

Erano presenti Esteban Lazo, membro del Burò Politico del Comitato Centrale del Partito e presidente dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare e José Ramón Balaguer, membro della Segreteria del Comitato Centrale e capo del suo Dipartimento delle Relazioni Internazionali.

Il dottor Roberto Morales Ojeda, membro del CC del PCC e titolare di Salute Pubblica, ha offerto una conferenza magistrale nella quale ha spiegato le principali conquiste e le sfide del sistema sanitario cubano, con l’obiettivo d’offrire al popolo un servizio efficiente e di qualità.

“Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio sono stati realizzati e continuano ad avanzare in Cuba come espressione dello sforzo che lo Stato offre in questo campo, ha detto ed ha sottolineato che il 22% del bilancio cubano è destinato alla salute.

I risultati, tra i quali il4,2 di mortalità infantile e l’incremento della speranza di vita alla nascita della popolazione di 78.5 anni, sono conquiste ottenute nonostante il blocco economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti da più 55 anni, il cui impatto negativo supera i 66.000 milioni di dollari nel settore della salute.

La formazione dei professionisti non è stata solo per Cuba, ma per molti paesi del mondo, dato che nell’Isola hanno studiato e si sono laureati 39.000 medici di 121 paesi, tra i quali 24.000 con il progetto della Scuola Latinoamericana di Medicina.

“La collaborazione medica di più di 325.000 lavoratori della salute in 158 nazioni, dall’inizio di questo umano lavoro negli anni ’60 del secolo scorso, nel nome dell’ internazionalismo e la solidarietà va segnalata”, ha sottolineato ancora Roberto Morales. (Traduzione GM – Granma Int.)