Il Manifesto di Montecristi, documento realmente intitolato “Il Partito Rivoluzionario Cubano a Cuba”, fu scritto da Martí per far conoscere al paese e al mondo l’obiettivo della guerra che stava per cominciare, per riprendere la rotta interrotta dopo la Guerra dei Dieci Anni.

Oltre che un messaggio pubblico per i cubani, chiamandoli alla lotta per l’indipendenza, ed un’esposizione delle ragioni per le quali si riprendeva il cammino delle armi, il documento è una lezione di etica e umanesimo e fa enfasi sulla solidità politica, ideologica e organizzativa che caratterizzò la ripresa dello scontro armato con i colonialisti spagnoli.
Il Manifesto di Montectristi cancellò la paura del negro perseguitato dal nemico e gli inutili tentativi di questi di opporre i giovani combattenti ai veterani e i cubani dell’Isola a quelli dell’emigrazione. Era un documento programmatico.
Il Manifesto di Montecristi, firmato da José Martí e Máximo Gómez nel paese dominicano con questo nome, chiariva che la guerra d’indipendenza che iniziavano i cubani non era contro lo spagnolo, e puntualizzava che “è un avvenimento di grande portata umana, un servizio opportuno che l’eroismo giudizioso delle Antille presta alla fermezza e un giusto trattamento delle nazioni americane, e per l’equilibrio ancora vacillante del mondo”.
Il documento puntualizzava che la guerra per la libertà di Cuba no era promossa in modo unilaterale da un gruppo, nè rispondeva al capriccio di qualcuno, ma che era il risultato dell’esperienza anti colonialista dei cubani.
Scritto con la chiaroveggenza del pensiero dell’Eroe Nazionale, il Manifesto di Montecristi è un doumento programmatico fondamentale nella tappa della lotta indipendentista cubana iniziata con il richamo di José Martí.
(Traduzione GM - Granma Int.)




