
Poco prima d’incontrare Miguel Díaz- Canel Bermúdez, membro del burò politico e primo vicepresidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, la leader della minoranza democratica nella Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, Nancy Pelosi, ha affermato a L’Avana che esiste nel Congresso un forte appoggio dei due partiti per l’eliminazione del blocco contro Cuba.
Rispondendo ad una domanda di Granma su quanto tarderà a cominciare nel Congresso statunitense un dibattito serio per porre fine a questa misura, la Pelosi ha sostenuto che: “Una delle ragioni per cui ci piacerebbe veder eliminato “l’embargo”, (il blocco) è che è passato molto tempo da quando è stato imposto ed è una misura senza esiti”.
Ha poi aggiunto che l’aspirazione è aumentare le relazioni nelle sfere che le due parti considerano favorevoli nei piani politico, culturale ed economico. Nancy Pelosi ha riconosciuto che nonostante il forte appoggio democratico e repubblicano per eliminare le restrizioni commerciali, finanziarie ed economiche imposte a Cuba da più di mezzo secolo, questo non conta su un consenso generale.
Il blocco lo può eliminare solo il Congresso nordamericano, dato il suo carattere di Legge, ma nonostante questo il presidente Barack Obama può fare uso delle sue facoltà esecutive per svuotarne il contenuto.
Durante una conferenza stampa, svolta giovedì 19 nella capitale cubana, la leader democratica ha affermato che buona parte dei membri del Capitolio considerano necessaria l’esclusione di Cuba dalla lista dei paesi patrocinatori del terrorismo. Nancy Pelosi è giunta a L’Avana guidando una delegazione di congressisti del Partito Democratico, che è stata ricevuta dal ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez, da membri dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare, e da rappresentanti della società civile cubana.
I congressisti hanno visitato la Scuola Latinoamericana di Medicina e sono stati ricevuti dal cardinale Jaime Ortega. Formavano il gruppo, Elliot Engel, di New York; Rosa DeLauro, del Connecticut; Collin Peterson, del Minnesota; Anna Eshoo, dela California; Nydia Velázquez, di New York; Jim McGovern, del Massachussets; Steve Israel, di New York, e David Cicilline, di Rhode Island.
La Pelosi ha commentato che tutti gli incontri sostenuti in tre giorni di visita sono stati molto fruttiferi e che i due Paesi vivono un momento storico dallo scorso 17 dicembre, quando i due Presidenti hanno annunciato la decisione di ristabilire le relazioni diplomatiche, di aprire ambasciate e avanzare verso la normalità dei vincoli bilaterali.
“Questo è stato un gigantesco passo avanti. Stiamo promuovendo una relazione perchè abbiamo molte cose da condividere con benefici per le due parti”, ha segnalato.
“Siamo positivamente impressionati da quello che abbiamo ascoltato sulle nostre prospettive e relazioni future”, ha aggiunto. Il congressista del Massachussets, Jim McGovern, si è riferito alla necessità che la guida repubblicana nei due emicicli del Congresso permetta la discussione e la votazione di progetti orientati ad eliminare le sanzioni unilaterali.
La rappresentante di New York, Nydia Velázquez, ha parlato dell’importanza dei cambi che Cuba sta implementando nel suo modello economico, e il ruolo che disimpegnerà futuro il settore non statale. Il congressista del Minnesota, Collin Peterson, ha considerato che il blocco è una politica che non ha senso e che le restrizioni che impone danneggiano i due paesi. Peterson ha indicato in particolare il commercio nel settore agricolo.
“Ci piacerebbe vendere alimenti a Cuba”, ha aggiunto. La congressista della California, Anna Eshoo, ha paralato di una cooperazione che permetta di migliorare l’accesso a Internet in Cuba, che è limitato, per vari aspetti, dalla leggi del blocco.
L’arrivo di questi congressisti il 17 febbraio, ha coinciso con il ritorno negli Stati Uniti dei senatori statunitensi Claire McCaskill, Amy Klobuchar, e Mark Warner, che si sono mostrati a loro volta a favore dell’eliminazione delle sanzioni unilaterali contro l’Isola.
Il 27 febbraio prossimo si svolgerà a Washington D.C. la seconda riunione di conversazioni tra i rappresentanti dei due Governi, con il fine di discutere aspetti relazionati al ristabilimento dei vincoli diplomatici e l’apertura di ambasciate. Le prime riunioni di questo tipo si sono svolte nel Palazzo delle Convenzioni de L’Avana, il 21 e 22 gennaio scorsi.
L’opinione degli statunitensi su Cuba, in senso generale, è la più favorevole degli ultimi 20 anni, con il46% d’approvazione, dice un’inchiesta pubblicata dalla Gallup e riferita dall’ agenzia EFE.
Il 46 % degli statunitensi ha detto d’avere un’opinione favorevole dell’Isola, otto punti al disopra del risultato del 2014. Secondo EFE, il dato contrasta fortemente con il 10 % di opinioni favorevoli registrato nel 1996, anno in cui il Congresso degli USA approvò la legge Helms-Burton. Da allora la percentuale degli statunitensi con un punto di vista positivo verso l’Isola si era mantenuto tra il 20 e il 30%. Il 59% si è espresso a favore dell’eliminazione del blocco, la cifra più alta da quando la Gallup ha incluso nel questionario questa domanda dal 1999.
La maggioranza degli statunitensi, il 59%, è d’accordo sull’eliminazione delle restrizioni dei viaggi a Cuba di fronte al 30% che si oppone. L’inchiesta è stata realizzata tra l’8 e il10 febbraio a un gruppo di 837 adulti ed ha un margine d’errore di quattro punti in percentuale (Traduzione GM - Granma Int.)




