ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Photo: Juvenal Balán

 “I grandi cambi sono possibili solo quando i popoli sono pronti per realizzarli” ha detto Alfonso Muñera Cavadía, segretario generale dell’Associazione degli Stati dei Caraibi, AEC, durante l’inaugurazione della giornata finale del VII Vertice di questa organizzazione che si è riunita a l’Avana.
“I nostri Caraibi, ha spiegato, così diversi, vivono oggi un momento cruciale perché la maggioranza delle isole che li compongono presentano svantaggi strutturali e non possono competere con le grandi multinazionali del mondo”.  “Inoltre il cambio climatico rappresenta un fattore che ci danneggia per il suo terribile impatto sulle risorse del mar dei Caraibi”.
“Sono stati quattro anni di lavoro intenso di  tutto un gruppo per realizzare la rivitalizzazione della AEC e garantisco che lo abbiamo fatto con passione ed entusiasmo”.
“Oggi il bilancio è risanato e le finanze sono in ordine. La segreteria lavora in armonia e con strumenti tecnologici adeguati, spazi di dialogo consolidati e un insieme importante di progetti nelle aree prioritarie”.
Dobbiamo continuare nell’instancabile lavoro di costruire spazi come questi che propiziano lo scambio tra i popoli dei Caraibi, spazi di dialogo per riaffermare il nostro impegno con la pace, l’impegno di costruire società migliori”, ha detto,  ed ha aggiunto che è necessario fomentare il commercio tra i nostri paesi, accentuare la connessione e unire gli sforzi perché le bellezze dei nostri territori si traducano nell’obiettivo supremo del benessere dei nostri popoli.
In quello che ha definito “Il suo ultimo discorso in un Vertice della AEC”, dato che Muñera Cavadía conclude il suo periodo nell’incarico il prossimo 31 luglio,  il segretario generale he detto che: “Mi ritiro con il sentimento d’aver compiuto il dovere e di avere fatto tutto quello che stava nelle mie umili mani per aiutare a rinforzare l’organizzazione.
“Quando ho accettato questo posto quattro anni fa, ha segnalato,  l’Associazione si trovava in uno stato da terapia intensiva. Oggi posso dire che la AEC gode di buona salute ed è anche ringiovanita.
Poi ha sottolineato i suoi ringraziamenti al Governo e al popolo cubani per averlo sempre accolto come fosse un altro cubano.
Siamo venuti qui a L’Avana, uno dei grandi centri simbolici dei Caraibi, a ratificare le nostre volontà di rinforzare e restituire alla AEC la sua ragione d’essere; a ratificare la vecchia aspirazione di coloro che si riunirono 22 anni fa a Cartagena de Indias  per fondarla  e per proclamare ai quattro venti l’intenzione di unire gli sforzi per far sì che le immense bellezze dei territori del nostro mare, della luce, si traducano in una conquista dell’obiettivo supremo di ofrire benessere ai popoli che hanno ricevuto questi privilegi dalla natura”, ha concluso.  (Traduzione GM – Granma Int.)