Una vetrina della «giustizia» statunitense
Un paquistano detenuto da quasi vent’anni nel centro di torture dell’illegale base navale di Guantánamo, ritorna al suo paese senza sapere di cosa lo accusavano.
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Un paquistano detenuto da quasi vent’anni nel centro di torture dell’illegale base navale di Guantánamo, ritorna al suo paese senza sapere di cosa lo accusavano.
Due anni è un periodo regionevole per valutarci. Ognuno indistintamente e tutti in maniera collettiva. Sapere quanto e come abbiamo compiuto l’impegno firmato dai cubani per rendere realtà il Concetto di Rivoluzione, legato di Fidel e patrimonio inseparabile per il nostro presente e futuro.
Come si può fabbricare una terza guerra mondiale?
Nulla di più democratico del desiderio di fare della nostra regione una zona di pace e mettere tutto l’impegno a favore della vera democrazia, non quella che pretendeva di inalberare il mandatario statunitense nella sua recente convocazione, un autentico compromesso mediatico impegnato a sviare attenzione dei vari e più acuti problemi del mondo.
Tra le altre ragioni la vittoria del rappresentante del Frente Amplio, Yamandú Orsi, è motivo di speranza
Lo scorso fine settimana la detta Torre della libertà, di Miami, ha accolto un gruppo di impostori e mercenari cubano-americani e un personaggio molto speciale, cinico e venduto all’impero che lo paga e lo comanda: il signor Luis Almagro
Per essere ci sono. Quelli che scommettono sempre per richiamare l’attenzione con smania di leader, che tracciano modelli e – molto importante- si fanno pagare per quello che fanno. Questo è essere mercenari
Il 12 agosto del 2021, l’approvazione in Uruguay del presidente Luis Lacalle Pou era scesa al 47 % –otto punti meno dell’ultima misurazione – mentre la disapprovazione era passata dal 28 % al 32 %, secondo un’inchiesta che appare in un dispaccio dell’agenzia spagnola EFE.
Cuba ha definito gli attacchi come una violazione del Diritto Internazionale. «Azioni di questa natura incoraggiano il genocidio a Gaza», ha detto il cancelliere Bruno Rodríguez Parrilla, che ha reiterato il richiamo al cessate il fuoco in Palestina.
L’impero sa molto bene che nella geopolitica delle amministrazioni nordamericane, la Repubblica Bolivariana è come un sassolino nella scarpa, un esempio da ripetere, un modello per l’azione rivoluzionaria e quindi un progetto che va distrutto.