Abbiamo lottato come uomini e a volte come giganti per essere liberi
L’applicazione del III Titolo III della Helms-Burton non fermerà la marcia dei cubani.
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L’applicazione del III Titolo III della Helms-Burton non fermerà la marcia dei cubani.
Il ministro delle Relazioni Estere di Cuba, Bruno Rodríguez Parrilla, nella conferenza stampa virtuale offerta il 12 maggio sul’attacco terrorista al’Ambasciata di Cuba negli Stati Uniti, ha detto:
«Qui c’è un attaccante, un fucile AK-47, 32 bossoli di proiettili, 32 orifizi dei colpi e la dichiarazione dell’esecutore dei fatti dell’intenzione d’aggredire e uccidere».
Reporters Senza Frontiere ha un padrone e non ha frontiere nell’ora di ricevere denaro dalle multinazionali, degli oligopoli e dai ricchi di questo mondo.
Il ribelle senza causa, che non è nè ribelle nè ha una causa da difendere che non sia il suo io, ha sempre goduto dello sguardo compiacente degli imperi.
La motosega che Milei annunciava di voler usare contro i privilegi «delle caste», risulta ora che danneggia i lavoratori e non i poderosi.
I 385.908 combattenti cubani che hanno combattuto in Africa non lo hanno fatto alla ricerca di gloria personale o di ricchezze. Li muoveva solo il desiderio d’essere utili, fedeli alla Rivoluzione, essere all’altezza del tempi in cui stavano vivendo.
Il Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri di Cuba, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, ha definito il segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo un ignorante della storia e dei principi della Rivoluzione cubana
Il Comitato di Decolonizzazione della ONU ha approvato per la tredicesima volta una risoluzione che riconosce il diritto di Puerto Rico all’indipendenza, presentata da Cuba e patrocinato anche da Antigua y Barbuda, Bolivia, Nicaragua, Venezuela, Siria e Russia.
Nell’ incontro Díaz-Canel ha trasmesso i ringraziamenti dei cubani per il coraggioso lavoro di solidarietà che realizzano i Pastori per la Pace, che rappresentano i più nobili sentimenti del popolo statunitense. Da parte loro i visitatori hanno espresso la volontà di continuare ad organizzare queste carovane d’amore e d’amicizia in appoggio all’Isola.
Donald Trump, lo showman della politica yanquee, è come quei capitani che si siedono sulle gradinate per fischiare la loro squadra quando vanno male le cose.