Guerra della conoscenza, ossia hackeare gli esseri umani
Le operazioni della guerra della conoscenza promuovono e stimolano emozioni e stati d’animo di tipo avversivo che possono raggiungere livelli d’alta intensità.
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Le operazioni della guerra della conoscenza promuovono e stimolano emozioni e stati d’animo di tipo avversivo che possono raggiungere livelli d’alta intensità.
La portavoce del Dipartimento di Stato degli USA, Kristina Rosales, è stata molto precisa: «Cuba resta nella lista, non c’è nessun cambio, non ci sono annunci e non c’è nessuna novità», e ha precisato che qualsiasi decisione al rispetto verrà informata unicamente dagli Stati Uniti e non da un terzo paese.
John Quincy Adams, diplomatico e politico statunitense, che fu il sesto presidente degli Stati Uniti (1825-1829), ha nel suo curriculum, oltre ad altre avventure imperiali, un fallito «apporto» alle scienze.
Il Venezuela è una nazione di uomini liberi e sul loro popolo oggi si scarica la superbia dei «padroni del mondo», per non piegarsi, per non abbassare la testa e accettare il capestro dell’ignominia. Ha commesso il peggiore delitto che un popolo può commettere di fronte a un impero, il delitto di non sottomettersi.
Ci vogliono vendere un fascismo vintage, con un disegno «attraente e ribelle assimilabile dal Homo Frivolus del capitalismo, ribelle senza causa, manipolabile, soldato delle cause peggiori.
Quello che sembra incredibile è che il funzionario seguiva un progetto di riforma e modernizzazione nel BID, «per aumentare la trasparenza dell’organizzazione».
Il concetto di terrorismo acquista differenti significati per gli Stati Uniti
Il reverendo Jesse Louis Jackson, l’ultima grande figura leader del movimento per i diritti civili negli Stati Uniti e il primo afroamericano che guidò una campagna per la presidenza del paese, è morto a 84 anni chiudendo un capitolo fondamentale nella lotta per la giustizia sociale del XX secolo.
I cubani sentiamo un vero attaccamento al principio di sovranità, siamo gelosi della nostra indipendenza e non ammetteremo mai che si faccia ad altri quello che non permetteremmo si facesse a noi.
L’ammontare di denaro usato dagli Stati Uniti per promuovere un presunto cambio di regime in Cuba lo camuffano con l’eufemismo di «programmi a favore della democrazia». Con questo denaro si finanziano gruppi di mercenari, borse di studio per promuovere falsi leaders tra i giovani cubani e questa guerra sporca in Internet.