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L’Avana: vandali contro i 500 anni de L’Avana

L’Avana necessita molte soluzioni materiali, ma senza una trasformazione culturale profonda che porti al rifiuto dei comportamenti che danneggiano lo spazio pubblico e un’azione energica delle autorità che impedisca la loro impunità, si ritornerà al punto di partenza e forse anche più indietro

Cuba e l’alibi umanitario

Il capitalismo trasforma in merce tutto quello che tocca, anche il rischio della morte.  Ed è successo così con gli scioperi della fame.

Quello che l’indio della Bolivia insegna al sionista latinoamericano

La storia dei colpi di Stato in America Latina è lunga e istruttiva, rispetto alla quale, dopo il crollo di un processo di cambio che ha danneggiato gli interessi degli Stati Uniti nella regione, mai delle elezioni immediatamente successive hanno ridato il governo a quelle forze spostate.

Nel contesto del totalitarismo digitale

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha comunicato che da questo mese di giugno le persone che sollecitano un visto statunitense dovranno presentare i loro profili nelle reti sociali, i loro indirizzi di posta elettronica e i numeri telefonici utilizzati negli ultimi cinque anni.

Dal 5 agosto del 1994 a oggi: Fidel Castro e la politica come contraccolpo

L’applauso totale e il nome ripetuto 27 anni fa in Prado e Malecón è scaturito lo scorso 11 luglio con la stessa forza d’allora e non mento se dico che ho visto davanti all’immagine del Comandante circondato dalle bandiere cubane bandiere, retrocedere un gruppo di quelli che venivano con il tentativo deluso d’invadere il Capitolio de L’Avana

Totalitarismo digitale?

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha comunicato che da questo mese di giugno le persone che sollecitano un visto statunitense dovranno presentare i loro profili nelle re socieli li loro indirizzi di post elettronica e i numeri telefonici utilizzati negli ultimi cinque anni.

Un partito, quello di Fidel

L’ex agente della CIA Philip Agee dichiarò nel marzo del 1987, in un’intervista a Zona Zero citata da Alfredo Grimaldos a pagina 150 del suo libro del 2006 “La CIA in Spagna, pubblicato a Cuba nel 2007

Fidel Castro e quello che ignorano Trump e i suoi figuri stimolati a odiare

Il percorso “trumpista” contro Cuba è cominciato insultando Fidel quando morì,  consegnando la politica verso l’Isola ai settori più aggressivi del sud della Florida  e  utilizzando gli “attacchi”, molto ambigui, ai suoi  diplomatici a L’Avana, per poi scalare, sino alla persecuzione delle navi che trasportano combustibile ai porti cubani

Un trumpista chiamato Joe Biden e la battaglia di Cuba

È il popolo cubano quello che ha pagato con migliaia di vite il diritto di decidere il suo futuro in pace, per quella giustizia per cui andarono alla Moncada quelli della Generazione del Centenario che sono giunti sino ad oggi custodendola.