Nella lista si notano la senatrice Gleisy Hoffmann, del Partito dei Lavoratori, al Governo (PT), e Aloísio Nunes Ferreira, del Partito della Socialdemocrazia Brasiliana, all’opposizione (PSDB).
La Hoffmann, dello stato di Paraná, ex capo di gabinetto, viene investigata per il presunto finanziamento illegale di una campagna elettorale che ricevette denaro vincolato allo scandalo di corruzione noto come “Petrolao”.
Nunes Ferreira, senatore per lo stato di San Pablo, presiede la Commissione delle Relazioni Estere del Senado, e la scorsa settimana è stato inviato dal vicepresidente Michel Temer negli Stati Uniti, dove ha spiegato ai legislatori di quel paese che il “impeachment” è legale e non è un tentativo di colpo…
Dilma potrebbe convocare le elezioni anticipate
A proposito del fatto che la Camera dei Deputati ha approvato la continuazione delle investigazioni per un processo contro di lei, Dilma Rousseff ha dichiarato che valuta se - o meno - convocare le elezioni anticipate.
L’ultima parola rispetto al processo va al Senato, che deciderà alla metà di maggio, ma che anche prima della sentenza potrebbe presentare la convocazione.
La presidente, che ieri 25 aprile, si è riunita con i ministri nel Palazzo del Planalto, analizza la possibilità di convocare a elezioni anticipate nel 2016, una proposta appoggiata da vari senatori.
La Rousseff, dicono varie fonti, non ha perso la speranza d’essere dichiarata innocente nel processo che si è aperto ieri nel Senato, e indipendentemente da questo è disposta a convocare le elezioni possibilmente nella stessa data decisa dagli intendenti. Il suo mandato termina il 31 dicembre del 2018.
Lula denuncia il tentativo di provocare il caos in Brasile
L’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha fortemente accusato il detto “quartetto legislativo” che secondo lui sta provocando il caso in Brasile.
A Sao Paulo, dove si realizza un seminario con rappresentanti delle formazioni di sinistra, Lula ha assicurato che il processo politico vuole la destituzione della presidente ed è comandato da politici corrotti, in disaccordo con i risultati delle urne.
Da Silva ha detto che l’opposizione non accetta d’aver perso quattro elezioni e adesso vuole imporre la sua agenda neo liberista per mezzo di un colpo di Stato sostenuto dalla elite del paese e dai media di comunicazione.
Lula ha anche attaccato il capo della Camera dei deputati, Eduardo Cunha, e lo ha accusato di comandare il processo per accorciare il mandato di Dilma, pur essendo condannato per corruzione in due processi.
“Nel PT resisteremo e lotteremo perchè con la democrazia non si gioca. Molta gente è morta per conquistarla”, ha sostenuto.
Il presidente del PT, Rui Falaco, ha segnalato che se l’opposizione riesce ad allontanare la Roussef, non ci sarà tregua nè rispetto per un governo usurpatore illegittimo e illegale.
Se Dilma Rousseff fosse allontanata le succederebbe il vice presidente Michel Temer, che ha rotto tutti i vincoli con la presidente ed ha cominciato a riunirsi con politici pronti a comandare in un eventuale nuovo governo.(info agenzie / Traduzione GM – Granma Int.)





