OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
Photo: Estudios Revolución

Nelle sue reti sociali ha reiterato che l’Isola ha sempre tenuto la disposizione di  «sostenere un dialogo serio e responsabile» con i distinti governi della nazione del nord, includendo l’attuale, «su basi d’uguaglianza sovrana, rispetto mutuo, principi del Diritto Internazionale, beneficio reciproco senza ingerenza nei temi interni e con il pieno rispetto della nostra indipendenza», ha segnalato.
Il mandatario ha affermato anche che sia l’origine come l’estremo indurimento del blocco non hanno relazioni con i cubani residenti negli USA, spinti lì da una politica fallita e dai privilegi della Legge “de Ajuste Cubano”. 
E ha insistito che  «ora loro sono vittime del cambio nelle politiche verso i  migranti e del tradimento dei politici di Miami».
Su questo ha precisato che «esistono Accordi Migratori bilaterali in vigore che Cuba rispetta scrupolosamente».
Come dimostra la storia –ha sostenuto– per far sì che avanzino le relazioni tra i due paesi, queste si devono basare nel Diritto Internazionale e non «nell’ostilità, la minaccia e la coercizione economica», ha concluso Díaz-Canel. ( GM/ Granma Int.)