
Al termine del 2024, Cuba contava con una popolazione effettiva di 9 748 532 abitanti, con un calo assoluto della popolazione di circa 30 000 persone, in relazione allo stesso periodo dell’anno precedente.
Juan Carlos Alfonso Fraga, vice capo dell’Ufficio Nazionale di Statistica e Informazione (onei), ha offerto queste informazioni nel più recente incontro della Commissione Governativa per l’Attenzione alla Dinamica Demografica, presieduta dal membro del Burò Politico e primo ministro Manuel Marrero Cruz.
Parlando dell’analisi del comportamento degli indici demografici dell’anno scorso l’esperto ha spiegato che il paese ha registrato circa 71 000 nascite, una cifra decisamente bassa, e che a questo si unisce il fatto che è cresciuto il numero dei defunti morti. Inoltre più di un quarto della popolazione, s ando alle cifre preliminari ha 60 anni e più«tendenza pronosticata per il 2030, e l’abbiamo già in questo momento».
Alfonso Fraga ha aggiunto che continueranno a diminuire i bambini, gli adolescenti e i giovani che arrivano alle elementari e alle superiori, così come coloro che arrivano a età riproduttive, d’incorporazione alla difesa e al lavoro. S’incrementerà solamente la
popolazione adulta anziana.
Di fronte a questo contesto e tendenze ha reiterato l’urgenza che la popolazione sia chiave nella pianificazione e nel disegno delle strategie di sviluppo economico e sociale, dal municipio alla nazione.
In questa linea di pensiero, riconoscendo che l’Isola grande delle Antille conta con una politica per l’attenzione alla dinamica demografica ben disegnata, Antonio Aja Díaz, direttore del Centro degli Studi Demografici dell’Università de LAvana, ha segnalato che la situazione demografica del paese non è un «problema da affrontare, ma una realtà da attendere».
Inoltre ha insistito sulla necessità d’analizzare le conseguenze e gli impatti della situazione demografica per la strategia economica e sociale del paese, dei territori, di ogni organismo dell’ Amministrazione Centrale dello Stato.
«Si deve pensare alla popolazione perchè molte volte facciamo il disegno e poi pensiamo alla popolazione e questa situazione non ce lo permette».
Mildrey Granadillo de la Torre, prima viceministro d’Economia e Pianificazione ha detto che per il 2025, è previsto un finanziamento di 2 456 milioni di pesos per l’attenzione alla dinamica demografica, che supera quello reale raggiunto l’anno scorso di 1 071
milioni di pesos.
Questo bilancio si destina soprattutto allo sviluppo e al perfezionamento dei servizi di cura dei minori sino a sei anni, a anziani o in situazioni d’invalidità, attenzione alla fecondità, alla produzione di aiuti tecnici come stampelle, bastoni, girelli, sedie a rotelle e altro.
Il Capo del Governo si è riferito all’importanza d’approfittare di questo bilancio ed ha aggiunto che urge una disciplina, ossia che si utilizzi questo bilancio per far si che quel che è stato previsto si esegua».
NUOVE ALLEANZE PER L’INCREMENTO DEI SERVIZI DI CURE NELLA PRIMA INFANCIA
Nella riunione, realizzata per video conferenza dal Palazzo della Rivoluzione è stata esaminata la disponibilità delle capacità per l’attenzione alla prima infanzia, sia negli asili che nelle casette infantili.
Informando sul tema, Naima Ariatna Trujillo Barreto, la ministro d’Educazione, ha dettagliato che il paese conta con 1 100 asili, con 156 670 capacità, e 266 casette infantili, con una capacità di 7 850 bambini; la maggioranza di queste appartengono al settore delle imprese.
Poi ha precisto che si lavora per ottenere alleanze con i differenti attori economici, come parte della loro responsabilità sociale, non solo per la creazione di nuove casette, ma anche per il recupero delle capacità esistenti negli asili.
Inoltre ha valutato la necessità d’incorporare alle casette i bambini della comunità che lo necessitano o i figli di lavoratori di altre istituzioni, al di là delle entità che le hanno create e completare le loro capacità, dato che in occasioni esistono riserve che si possono assegnare per esempio a madri giovani o in situazioni di vulnerabilità.
È stata molto positiva l’esperienza de L’Avana con la realizzazione di alleanze con alcuni organismi, per far sì che non dovessero creare la casetta nella propria infrastruttura, ma contribuissero al recupero di capacità in entità d’Educazione.
Questa proposta è andata avanti e si vincoleranno anche tre organismi o imprese per incrementare capacità di fronte alla domanda che abbiamo, ha spiegato Trujillo Barreto.
Il Capo del Governo ha riconosciuto che questa politica ha influito non solo nello sviluppo integrale dei bambini, ha anche beneficato le famiglie di lavoratori, anche se non tutti l’hanno accettata dal principio.
Ugualmente ha convocato le organizzazioni delle imprese a dare priorità alla creazione delle casette infantili, per le differenze alternative, in accordo con la domanda dei loro dipendenti.
«Una delle questioni che dev’essere considerata è la responsabilità sociale di tutte le imprese in questa politica. Non può essere che il Governo centrale e il Ministero d’Educazione dobbiamo fare investimenti quando queste sono madri vincolate che generano ricchezza e lavorano con lo Stato in determinate organizzazioni di imprese,
ha precisato Marrero Cruz, reiterando che «questo è un tema chiave».
Al termine dell’incontro, la commissione del Governo ha valutato il lavoro svolto nel 2014 dalle sue sette vice commissioni.
È stato ribadito che anche se s’implementano strategie da tutte le sfere della società per seguire la dinamica demografica, le azioni che si sviluppano sono tuttavia insufficienti ed è urgente che tutti gli organismi, attori economici in particolare, i Governi, lavorino per dare risposte alle necessità identificate. (GM/GRanma Int.)




