OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
L’attrice statunitense Jane Fonda. Photo: BBC Mundo

La leggendaria attrice di 81 anni è stata fermata e ammanettata dalla polizia durante una manifestazione di fronte al Capitolio, organizzata da Oil Change International, un gruppo che lotta per l’uso di fonti pulite di energia.

Jane Fonda ha avvisato che parteciperà ad altre proteste «ispirata dall’incredibile movimento che i nostri giovani hanno creato».

La doppia vincitrice dell’Oscar alla Miglior Attrice ha una lunga storia di partecipazione a proteste che rimonta agli anni ’60.

Con la Fonda, sono state arréstate altre 15 persone, ha informato il canale di notizie CBS News. Tutti sono stati accusati di ressa, ostruzione e molestia.

Una pubblicazione in Twitter ha captato il momento del loro arresto.

Jane Fonda arrestata con altre 16 persone. Photo: BBC Mundo

La Fonda ha dichiarato nel suo sito internet che è andata a vivere a Washington DC per stare «più vicino all’epicentro della lotta per il nostro clima».

Si è impegnata a protestare ogni venerdì sino al gennaio prossimo, per esigere che si facciano azioni per combattere il cambio climatico. Jane Fonda ha parlato di «Venerdì simulacri d’Evacuazione».

Ogni notte, prima delle sue proteste, un gruppo di esperti parteciperà a una trasmissione dal vivo in internet, spiegando la crisi all’udienza, ha informato la Fonda. Secondo il quotidiano The Washington Post, Jane Fonda è stata invitata dai leaders dei movimenti Black Lives Matter –un’organizzazione che difende i diritti dei negri – e da Sunrise - un gruppo di giovani che cerca di frenare il cambio climatico e di creare milioni di posti di lavoro nel processo.

L’attivismo politico

Jane Fonda durante la sua visita ad Hanoi, nel Vietnam del Nord del 1972. Photo: BBC Mundo

L’attrice ha una lunga storia di attivismo e proteste. Il mese scorso ha parlato sul cambio climatico durante uno sciopero a Los Ángeles, in California.

Nel 2016, trascorse il Giorno dell’Azione di Grazia con i manifestanti nella riserva indigena Standing Rock, protestando contro la costruzione del Dakota Access Pipeline, un oleodotto che attraversa territori ancestrali.

Ha appoggiato le Pantere Nere, un gruppo radicale politico il cui obiettivo è offrire pattuglie civiche armate per controllare il comportamento della polizia ed affrontare la brutalità degli agenti a Oakland, una zona con un’alta popolazione afro- statunitense, in California.

L’attrice ha organizzato eventi anche a casa sua, per raccogliere fondi.

Forse il suo attivismo più notevole si manifestò agli inizi degli anni ’70, con la sua opposizione alla guerra in Vietnam.

Allora gli Stati Uniti erano coinvolti in un sanguinoso e costoso conflitto armato contro l’allora Vietnam del nord, a governo comunista.

La Fonda viaggiò dietro le linee nemiche e si fece fotografare, posando, per celebrare con dei soldati vietnamiti l’abbattimento di un aereo statunitense.

Nonostante l’impopolarità della guerra, la foto della Fonda provocò indignazione negli USA e molti la definirono “traditrice” e la chiamarono “Hanoi Jane”.

Decenni dopo l’attrice ha riconosciuto che era stato una grave errore perché sembrava che lei era contro i soldati nordamericani, ma non era così e ha chiesto perdono per questo. (BBC/ GM – Granma Int.)