
Il ministro del petrolio del Venezuela, Manuel Quevedo, nel suo account di Twitter ha informato che Mercoledì 13 è stato registrato un nuovo attacco contro questa nazione nelle installazioni della faglia petrolifera del Orinoco, la più grande riserva di greggio nel pianeta.
L’esplosione è avvenuta, come ha informato la catena multistatale Telesur, nel cortile dei contenitori dell’impresa Petro San Félix, nel blocco Junín della Faglia Petrolifera dell’ Orinoco, a est del paese.
I contenitori incendiato avevano 80.000 litri di capacità.
L’attentato non ha provocato vittime umane.
Il ministro venezuelano ha dato la responsabilità dei fatti al senatore statunitense Marco Rubio e al deputato oppositore Juan Guaidó.
Da giovedì 7 marzo il Venezuela è bersaglio di una serie di attacchi cibernetici al sistema di controllo dell’impianto idroelettrico El Guri.
Il governo bolivariano ha assicurato che questo sabotaggio è stato realizzato con una tecnologia che solo il governo degli USA possiede, per generare la mancanza di elettricità in tutto il paese, per generare malessere ed esacerbare gli animi dei venezuelani contro il presidente Nicolás Maduro. ( GM – Granma Int.)


