ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Il presidente Donald Trump durante il suo discorso nella 73ª Assemblea Generale della ONU, il 25 settembre del 2018.

Trump si è trasformato nel minaccioso buffone delle Nazioni Unite nella mattina di ieri, martedì 25, quando al principio del suo discorso ha provocato le risa tra il pubblico globale, affermando che «in meno di tre anni»

la su amministrazione «ha realizzato quasi più di nessun altra amministrazione nella storia degli Stati Uniti».

Il mandatario statunitense h attaccato duramente Iran e Venezuela durante il suo intervento e ha chiesto alla ONU un aiuto internazionale per «restaurare la democrazia in Venezuela», dove, a suo giudizio, un «regime repressivo» guidato dal «socialismo» ha dichiarato in bancarotta la nazione ed ha immerso il suo popolo nella povertà.

Nel suo intervento Trump ha detto anche che più di due milioni di venezuelani sono emigrati dal loro paese negli ultimi anni, fuggendo dal danno inflitto dal «regime socialista» e dai «suoi alleati cubani», anche se non ha apportato specificazioni a proposito della collaborazione cubana in materia medica e dell’educazione nelle terre bolivariane.

Come parte del suo discorso che è sembrato scritto in epoche della Guerra Fredda e che ha ignorato in maniera irrisoria le sue stesse parole riferite alla libertà e all’autonomia di ogni paese, ha affermato che in tutti i lati il socialismo o il comunismo hanno provocato corruzione e decadenza».

«Tutte le nazioni del mondo devono resistere al socialismo e alla miseria che apporta a tutti. Con questo spirito chiediamo alle nazioni qui riunite di unirsi a noi nel richiamo al ritorno della democrazia in Venezuela», ha segnalato.

«Oggi stiamo annunciando sanzioni addizionali contro il regime di repressione, puntando sul circolo intimo e gli assessori più vicini», ha indicato, riferendosi al fatto che la mattina di ieri, martedì 25, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniri ha annunciato ulteriori sanzioni contro coloro che circondano il presidente Nicolás Maduro, puntando sulla prima dama, Cilia Flores, ed anche il leader chavista Diosdado Cabello.

Con queste sanzioni tutti gli attivi di queste persone nel territorio statunitense sono stari congelati.

Precedentemente il presidente statunitense, nel mezzo della demagogia a cui ha abituato il mondo, aveva chiesto che i paesi difendano la sovranità contro l’interventismo e nello stesso tempo ha incitato altri paesi nella ONU a «isolare il regime dell’Iran».

Poi ha promesso ulteriori sanzioni a Teheran,o ltre a quelle che entreranno in vigore in novembre.

Inoltre Trump ha riaffermato l’impegno del suo paese con un «futuro di pace e stabilità» in Medio Oriente ed ha considerato che la sua decisione di riconoscere Gerusalemme come capitale d’Israele non danneggia il processo di pace tra palestinesi e israeliani. Sarà probabile questo?

Donald Trump ha sostenuto di nuovo la politica egemonica della sua nazione rispetto ad altre, assicurando che la politica commerciale protezionista degli USA avrà una messa a fuoco per aiutare solo i «paesi amici».

«Di fronte al futuro daremo assistenza straniera solo ai paesi che ci rispettano e sono francamente nostri amici», ha detto ancora. (GM – Granma Int.)