Fidel invitò Enrico Berlinguer a Cuba nell’ottobre del 1981 › Esteri › Granma - Organo ufficiale del PCC
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Enrico Berlinguer era nato a Sassari, in Sardegna il 25 maggio del 1922 ed è stato il segretario del Partito Comunista più amato nella storia italiana.

Attivo nell'antifascismo sardo, nel 1943 si iscrisse al Partito Comunista.

Nel dopoguerra fu tra i principali artefici della ricostituzione della sua organizzazione giovanile, la FGCI, che guidò fino al 1956.

Berlinguer e Fidel Castro non si erano mai incontrati.

Da parte cubana erano giunti alcuni inviti, nel 1975 e nel 1979 e al termine di un lungo lavoro di preparazione finalmente il 9 ottobre del 1981 all’una e mezza di notte sbarcammo all’aeroporto de L’Avana”, scrisse Antonio Rubbi, che faceva parte della delegazione.

Fidel Castro, contravvenendo al cerimoniale che prevedeva la sua presenza solo in occasione dell’arrivo dei capi di Stato e di governo, ricevette di persona Berlinguer. Appena lo vide gli disse: “Bienvenido!” abbracciandolo con calore. Chiese subito di Roma e del suo sindaco Petroselli stroncato da un infarto qualche giorno prima.

Gli incontri furono positivi e importanti. Berlinguer era partito da Roma prostrato dalla morte di Petroselli e dai nostri tanti problemi, a partire dal terrorismo.

Ma giorno dopo giorno in quella visita lo vidi allegro, sorridente. Sandri che era con me mi disse. “Non l’ho mai visto così”… scrisse ancora Rubbi.

Enrico, come lo si chiamava tra i compagni, entrò nella segreteria del PCI e divenne responsabile della sezione esteri.

Eletto segretario generale del partito nel 1972, mantenne questo incarico fino alla sua prematura scomparsa, avvenuta dopo un malore sopraggiunto mentre parlava davanti a una grande folla in una piazza di Padova.

È stato un leader nel movimento comunista internazionale, con l'avvio dell'elaborazione di un modello alternativo chiamato “euro comunismo” e tentò di creare in collaborazione con Aldo Moro, il “compromesso storico”.

Inoltre aperse una discussione sulla questione morale, cioè la gestione del potere dei partiti politici italiani.

La sua morte commosse alle lacrime milioni di telespettatori e al suo funerale, aperto dai minatori sardi, partecipò più di un milione di persone che non riuscirono ad arrivare in piazza San Giovanni, a Roma, per il fortissimo affollamento.

Non si era mai vista una manifestazione così in Italia al funerale di un uomo politico. Dopo la sua morte, il Partito Comunista nelle elezioni europee del 1984 superò con il 33.33 % la Democrazia Cristiana che ricevette il 32.97 dei voti.

Un giorno durante una manifestazione a Villa Borghese apparve il comico Roberto Benigni.

Enrico Berlinguer era lì e all’improvviso Benigni lo prese in braccio e gli disse: «Mia mamma quando ero piccolo mi diceva sempre, “mangia Roberto, mangia” e adesso io lo dico a te, “mangia Enrico, mangia”, alludendo alla sua apparente fragilità fisica. Questo è il ricordo più simpatico e tenero di quel grande uomo politico.