ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

PANAMA.– La crescita economica, come elemento essenziale per lo sviluppo e il miglioramento sociale, figureranno nell’agenda dei dibattiti del XI Congresso degli Economisti dell’America Latina e dei Caraibi, che è iniziato ieri nel Paraninfo Universitario di Città di Panama.
La convocazione all’incontro  indica nella sua parte iniziale che la regione attraversa «una situazione d’estrema complessità». Dati preliminari mostrano  che l’anno scorso le nazioni  proseguirono con la decelerazione e la contrazione dell’attività economica iniziata nel 2011.
E aggiunge che sono avvenute modifiche significative nella dinamica del commercio internazionale dei beni e dei servizi e tutto indica che la sua crescita sarà nuovamente al disotto di quel che si registrerà a livello mondiale e che il recupero dei prezzi delle materie prime sarà lieve con il ritorno del deterioramento dei termini di scambio.   
La presenza di esperti di più di 20 nazioni latinoamericane e caraibiche, tra loro c’è un  numeroso gruppo di cubani, e rappresentanti di organismi internazionali, come il Banco Mondiale (BM) e la Commissione Economica per l’America Latina e i Caraibi (Cepal) darà la possibilità di valutare il tema in profondità e ottenere consensi che permettano di dare suggerimenti concreti ai governi.
Precisamente, la Cepal  ha controllato pochi giorni fa le proiezioni di crescita dell’attività economica della regione per il 2017 e si aspetta un’espansione media di 1.2 % durante quest’anno, lievemente superiore a quella pronosticata nel luglio scorso.
Per il 2018 si attende una ripresa nella dinamica economica, con una crescita media di 2,2 %, il maggior tasso osservato dal 2013.
Nelle conferenze magistrali e nei dibattiti previsti nel programma del Congresso, il tema occuperà uno spazio privilegiato, così come quello riferito all’integrazione regionale.
I partecipanti cercheranno di rispondere alle domande su come inserire un’effettiva unità economica, non solo attraverso una maggior liberalizzazione e ponderazione di flussi commerciali, ma anche mediante il coordinamento delle politiche industriali come parte del disegno e delle strategie e politiche per affrontare le nuove sfide dello sviluppo. (Traduzione GM- Granma Int.)