ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Attivisti di diverse parti degli USA manifestano contro la costruzione dell’oleodotto Keystone XL. Photo: AP

Washington– Organizzazioni in difesa dell’ambiente hanno condannato martedì 24 la decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di dare luce verde alla costruzione dei discussi oleodotti  Keystone XL e Dakota Access, e lo hanno avvertito che faranno il possibile per impedirlo.
“Donald Trump è presidente da soli quattro giorni ed ha già dimostrato d’essere la pericolosa minaccia climatica che temiamo”, ha detto  Michael Brune, direttore esecutivo del Sierra Club, una delle organizzazioni che guidano le proteste contro i due progetti  “La costruzione di questi oleodotti non è chiara.  Milioni di nordamericani e centinaia di tribù si sono opposti a questo, non resteranno zitti e continueranno a lottare contro questi progetti sudici e pericolosi”, ha aggiunto, Brune citato dall’agenzia EFE.
Anche  David Turnbull, direttore delle campagne della Oil Change International.  ha detto: “Prima interrompiamo il Keystone XL e il Dakota Access, poi li faremo di nuovo”.  
L’oleodotto Keystone XL, della canadese TransCanada, era stato vietato da Barack Obama nel 2015 e aveva l’obiettivo di trasportare circa 830.000 barili al giorno di petrolio greggio sintetico e bituminoso diluito dalla provincia canadese di Alberta a vari luoghi degli USA, includendo raffinerie del Texas e del Golfo del Messico.
Il Dakota Access, un progetto col costo di  3.800 milioni di dollari, dovrebbe portare mezzo milione di barili di petrolio dai giacimenti bituminosi del Dakota del nord a un’infrastruttura già esistente in Illinois.
 I due  progetti hanno affrontato molta resistenza tra i gruppi ecologisti per, tra i vari temi, il potere d’inquinamento del petrolio proveniente dalle sabbie bituminose la cui produzione emette il 17%  in più di gas con effetto serra delle estrazioni convenzionali di greggio. (Traduzione GM - Granma Int.)