Si tratta di José Luis Maulín Pratto, che ha conosciuto la sua identità nel 2009, ma la giustizia della provincia di Santa Fe non riconosce ancora la sua vera identità e nemmeno il suo nome.
La presidente dell’organizzazione dei Diritti Umani, Estela de Carlotto, ha dato il benvenuto a Josè Luis in una conferenza stampa e davanti a lui ha raccontato come aveva conosciuto sua madre nel febbraio del 2009.
Pratto è nato il 26 marzo del 1977 in un sanatorio di Santa Fe e fu iscritto da Cecilia Góngora nel Registro Civile come un figlio proprio e del suo già defunto marito, Luis Ángel Segretín.
Per quello contarono su un certificato falso, firmato dalla Dott. Elsa Nasatsky, ha precisato alcuni giorni fa il quotidiano Página/12, che ha segnalato che le due donne sono accusate dalla scorsa settimana per l’appropriazione del bambino.
La prova chiave è stata l’analisi genetica, ha indicato il giornale.
La nota organizzazione dei diritti umani sta cercando più di 400 figli di scomparsi che furono presi illegalmente durante la dittatura militare, nati nelle prigioni in cui erano recluse le loro madri, poi fatte sparire.
Nel dicembre scorso c’è stato un caso che ha provocato molta delusione, dopo che gli studi hanno scartato d’aver incontrato la nipote di María Isabel “Chicha” Chorobik de Mariani, una delle fondatrici ed ex presidente delle Nonne.
Ala fine del novembre scorso le nonne avevano informato del recupero del nipote numero 119, la cui madre biologica è viva e fu liberata dopo il parto in prigionia. (Info agenzie / Traduzione GM – Granma Int.)


