ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Panamá Papers. Questo è il nuovo scandalo che scopre il lavaggio di denaro di capitali e l’evasione di imposte e sanzioni di varie personalità. Photo: AFP

Panama – Sono circa 11 milioni i documenti filtrati da una firma consulente di Panama - nel nuovo scandalo noto come Panamá Papers - divulgati domenica 3 aprile dal Consorzio Internazionale dei Giornalisti d’investigazione (ICIJ).

Le autorità di diversi paesi inizieranno investigazioni per determinare se le personalità e le imprese citate hanno commesso delitti fiscali.

Australia, Austria, Brasile, Costa Rica, Francia, Messico e Svezia sono alcune delle nazioni che hanno iniziato ad investigare le accuse.

Il governo panamense ha diffuso un comunicato nel quale afferma che coopererà vigorosamente con qualsiasi richiesta o assistenza necessaria nel caso in cui si aprano processi giudiziari.

I dati rivelano che una fonte anonima ha consegnato la documentazione al quotidiano tedesco Süddeutsche Zei­tung, che l’ha condivisa con il Consorzio Internazionale dei Giornalisti d’Investigazione, un ente che raggruppa 107 imprese informative di 78 paesi.

Panamá Papers, che si stima  40 volte più grande di Wikileaks, scopre il lavaggio di capitali e l’evasione di sanzioni e imposte di varie personalità della musica, dello sport e della politica.

Ci sono banche e clienti individuali al centro dello scandalo.
Il quotidiano britannico  The Guardian ha informato che i documenti mostrano una parte di affari e di crediti segreti  offshore (maneggi di capitali e creazione di società in terzi paesi-  per un valore di 2.000 milioni di dollari.
Anche se i documenti mostrano complesse manovre finanziarie a beneficio della cupola mondiale, questo non significa necessariamente che tutte sono illegali, ha segnalato Reuters.

Il materiale copre un periodo di quasi  40 anni, dal 1977 al dicembre scorso, e rivela, si presume, che alcune firme domiciliate in paradisi fiscali sono state usate per il lavaggio di denaro, il traffico di armi e delle droghe e per l’evasione delle imposte. Il direttore dello studio di Panama, Ramón Fonseca, ha detto che la firma non ha agito male, ma riconosce che la sua impresa ha sofferto una *filtrazione limitata* della sua base di dati. (Traduzione GM – Granma Int.)