ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Circa 207.000 tra bambini e bambine sono sfruttati nei lavori domestici in Haiti, rivela un rapporto realizzato da una ventina di organizzazioni non governative.

Si tratta di minori separati dai genitori, che devono lavorare nelle case di familiari in condizioni inaccettabili di schiavitù, indica lo studio reso noto dal Ministro dei Temi sociali, Ariel Henry.

“Sono minorenni che provengono da aree molto povere e remote del paese, affidati a familiari con maggiori possibilità economiche e che vivono nelle città, consegnati perchè possano le loro vite migliorino e ricevano un’educazione”, ha segnalato Henry.

“La situazione di questi bambini è pero molto differente, disgraziatamente, da quella che i loro genitori desiderano, perchè sono sfruttati da chi li ha adottati e il 24% deve lavorare di notte”, ha segnalato il funzionario.

“Le violazioni dei diritti dei bambini cominciano prima di quando il minore viene obbligato a lavorare, quando viene allontanato da casa sua e consegnato ad altri”, ha commentato Inah Kaloga, a capo della protezione dell’infanzia nella UNICEF. “Si tratta di una perdita, non solo per il bambino, ma anche per la società”, ha aggiunto Arielle Jeanty Villedouin, direttore dell’Istituto del Benessere sociale e delle Investigazioni.

“Sono bambini sfrutttati e li dobbiamo aiutare”, ha aggiunto Vileldouin in una dichiarazione per Radio Metropole Haití, nella quale ha indicato la necessità di adottare delle leggi che condannano queste pratiche nel paese. (Traduzione GM – Granma Int.)