ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

La scarsità d cibo è sempre un problema grave in 52 dei 117 paesi studiati, una realtà che l’Indice Mondiale della Fame non può nè vuole nascondere, hanno affermato gli specialisti di importanti entità internazionali.

Questo indice e una mappa mondiale della fame sono stati pubblicatai dalla ONG- Organizzazione non Governativa- tedesca Deutsche Welthungerhilfe (Aiuto contro la Fame Mondiale),dall’Istituto Internazionale per l’Investigazione delle Politiche d’Alimentazione e Sviluppo e dall’organizzazione caritativa irlandese Concern Worldwide.

Questo grafico che illustra la distribuzione globale degli indici della fame e i dati che supportano questa informazione, si presenta annualmente da 10 anni.

In questa occasione sono state sottolineate la situazioni in Libia, Siria, Repubblica Democratica del Congo, Sudan, Sudan del Sud e di altri paesi segnati dai conflitti armati.

Questi Stati sono grigi nella mappa per le crisi che stanno vivendo, con la fuga di milioni di persone che scappano dalle guerre, da altre forme di violenza e indicano dove non è possibile ottenere statistiche affidabili sul grado di miseria e denutrizione degli abitanti.

I due documenti segnalano che le guerre di oggi, nel senso classico della parola, generano meno morti di quelle di prima, ma tendono ad accentuare le differenze tra gli attori militari e i civili degli scontri, come afferma Andrea Sonntag, esperta in politiche alimentari dell’organizzazione Deutsche Welthungerhilfe.

L’esperta ha aggiunto che la scarsità di alimenti di base registrata nei paesi non industrializzati è scesa del 27% tra il 2000 e il 2015 e la severità della carestia si è ridotta al 50% in 17 paesi.

Un altro autore, Roman Herre, membro della sezione tedesca FIAN, un’organizzazione internazionale concentrata nella difesa dell’alimentazione come diritto umano, considera che non si devono perdere di vista i numeri assoluti e segnala che in due decenni si è ridotta appena la quantità di persone nel mondo che soffrono la fame, da due bilioni e 800 milioni.

Parlando di 800 milioni di persone con fame, s’intendono coloro che non possono mangiare tutti i giorni, ma si lasciano al di fuori coloro che soffrono di denutrizione e chi soffre la fame solo un trimestre nell’anno.

Secondo Herre, la nozione dell’esistenza di bilioni di persone denutrite nel mondo è molto più vicina all’idea della fame che è nella mente del cittadino medio di un paese industrializzato o in via d’industrializzazione. (Traduzione GM – Granma Int.)