ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Il Consiglio di Sicurezza della ONU ha riconosciuto per la prima volta il ruolo chiave dei giornalisti nella difesa dei civili coinvolti nei conflitti ed ha incitato a rinforzare la loro protezione di fronte alla crescente minaccia che affrontano. L’anno scorso 60 giornalisti sono stati uccisi mentre coprivano i conflitti. Photo: Reuters

Nazioni Unite - Il Consiglio di Sicurezza della ONU ha riconosciuto per la prima volta il ruolo chiave dei giornalisti nella difesa dei civili coinvolti nei conflitti ed ha incitato a rinforzare la loro protezione di fronte alla crescente minaccia che affrontano.

In una risoluzione adottata all’unanimità, la ONU ha condannato tutti gli attacchi alla stampa, ha reclamato la liberazione dei giornalisti sequestrati nei conflitti ed ha denunciato l’impunità con cui si commettono abusi contro i professionisti dell’informazione, ha riportato EFE.

Il massimo organo delle decisioni delle Nazioni Unite ha ricordato agli Stati sono i responsabili e devono portare i colpevoli di questi attacchi davanti alla giustizia e alle parti in conflitto che sono obbligate a proteggere i civili, includendo giornalisti e altri lavoratori dei media.

Questa è la prima volta che il Consiglio di Sicurezza riconosce esplicitamente il ruolo dei media nell’ora di difendere le vittime dei conflitti.

La Risoluzione 2222 è la seconda che il Consiglio ha dedicato alla protezione dei giornalisti, dopo quella approvata nel 2006 e vuole rinforzare la sicurezza dei mezzi di comunicazione in un momento sempre più pericoloso per loro.

Negli ultimi anni c’è stato un preoccupante aumento del numero dei giornalisti assassinati nei conflitti, ha segnalato il vice segretario generale della ONU, Jan Eliasson, segnalando che dei 593 morti documentati tra il 2006 e il 2013, quasi la metà sono stati uccisi in zone di guerra.

I dati di alcune ONG’s rivelano che l’anno scorso sono stati assassinati 66 giornalisti e da gennaio ad oggi altri 25 in Sudan del Sud, Iraq, Yemen, Ucraina e Siria.

Le relazioni di diverse organizzazioni riflettono anche l’aggressione d’Israele alla Palestina nella Striscia di Gaza, nel luglio e agosto dell’anno scorso, come la più letale per i professionisti della stampa, con almeno16 morti.

Anche in Siria, Ucraina, Afganistan, Somalia, Libia e Colombia hanno perso la vita vari giornalisti nel 2014.

( Traduzione GM – Granma Int.)