Si sente ancora il rumore delle marce che hanno fatto vibrare la capitale e molte altre città dell’Argentina per condannare il sanguinoso colpo di Stato civico- militare del 24 marzo 1976 e gridare un fortissimo “Mai più!”

Le organizzazioni Madri e Nonne di Piazza di Maggio, Familiari e Figli hanno aperto la marcia nella capitale, ed hanno portato come emblema la bandiera con le fotografie degli scomparsi che è un enorme striscione e di 250 metri di lunghezza, con le foto di 30.000 scomparsi su fondo blu.
Hanno partecipato molte associazioni, gruppi sindacali e movimenti, nella grande maggioranza affini al Governo e altre di alcuni settori della sinistra all’opposizione. Il centro di Buenos Aires ha vibrato per la gigantesca moltitudine.
"Madri della Piazza, il popolo vi abbraccia!”, hanno gridato in coro migliaia di voci vedendo passare lentamente le ottantenni attiviste in un autobus scoperto, tra la folla compatta in Avenida de Mayo, elogiando la loro incessante e instancabile ricerca dei loro figli e nipoti.
Nel Giorno della Memoria per la verità e la giustizia, molti familiari e amici degli scomparsi, ai quali è stato reso omaggio, hanno marciato con cartelli che mostravano le foto dei loro cari.
La titolare delle Nonne, Estela de Carlotto, ha parlato alla folla riunita davanti alla Casa Rosada e nelle vicinanze, ed ha letto un comunicato.
Tra i vari punti il documento ha richiamato il Potere Giudiziario per far finire l’impunità per i civili che furono complici o parteciparono ai crimini del terrorismo di Stato, una protesta vincolata a recenti sentenze che hanno favorito vari imprenditori.
Il documento ha riconosciuto le politiche pubbliche per fomentare i diritti umani dei governi di Néstor Kirchner e Cristina Kirchner, ed ha lodato il fatto che sono aumentati i nipoti che hanno potuto recuperare la loro identità.
A 39 anni dal colpo di Stato sono quasi 600 i genocidi condannati e quasi 900 i processati, ma ne mancano molti e non possiamo continuare ad aspettare, ha detto Estela
De Parlotto, chiamando al 24 marzo dell’anno prossimo: “ Che dovrà essere una sola marcia con i settori politici uniti al di là delle differenze, per commemorare il Giorno della Memoria. Dovrà essere così perchè la democrazia la facciamo tra tutti”, ha dichiarato.
( PL / Traduzione GM - Granma Int.)


