Nei mesi di gennaio e febbraio di quest’anno sono stati commessi 11 femminicidi a Panama, con una tendenza ad un incremento in relazione al 2014, ha informato il Comitato Nazionale della Violenza contro la Donna.
“L’aumento dei casi riflette la perdita del riconoscimento del valore delle donne nella società”, ha detto Liriola Leoteau, direttrice dell’ Istituto Nazionale della Donna.
“Azioni concrete, per far sì che la situazione non peggiori”, è stata la richiesta di Kenia Porcell, Procuratrice Generale del paese, durante una riunione per dibattere il tema a cui hanno partecipato anche i ministri Alcibiades Vásquez e
Rodolfo Aguilera, allo Sviluppo sociale e alla Sicurezza pubblica, rispettivamente.
Dal 2009 al settembre del 2014 sono state registrate 343 uccisioni di donne, nella maggioranza considerate femminicidi, perchè le vittime hanno perso la vita in contesti di discriminazione e violenza di genere, secondo l’Osservatorio di Panama contro la Violenza di Genere.
Anche se questa è la peggiore forma di aggressione fisica, esistono altre forma di violenza : verbale, sessuale, fisica, psicologica e mediatica che violano i diritti umani delle donne e danneggiano negativamente le famiglie e le comunità, sostiene l’Organizzazione Mondiale della Salute.
Per il Sistema delle Nazioni Unite, la promozione dell’uguaglianza di genere e l’eliminazione della violenza sono temi prioritari, perchè gli studi indicano che a livello globale, una di ogni tre donne uccise aveva sofferto maltrattamenti nella vita.
La Legge a Panama definisce come femminicidio i crimini contro la donna perpetrati dal suo partner o dall’ex partner o da un aggressore con il quale aveva una relazione di subordinazione.
Le statistiche delle entità che amministrano la giustizia nel mondo rivelano che annualmente avvengono 65.000 decessi per femminicidio e un’alta percentuale avviene nei paesi latino americani.
(Traduzione GM – Granma Int.)


