ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Pedagogia 2019. Photo: Estudio Revolución

Io credo che La Colmenita ci ha emozionato tutti, ha emozionato la Sosita, tutti ci siamo commossi ed è bello che gli educatori non perdano questa capacità di commuoversi, perchè quando noi ci emozioniamo siamo capaci d’emozionare anche i nostri educandi. (Applausi).

Cari educatori, rappresentanti delle organizzazioni internazionali;

Ministri partecipanti all’evento Pedagoga 2019;

Colleghi di tutto il mondo (Applausi ed esclamazioni di: “Grazie!”):

Prima di tutto i nostri complimenti ai migliori maestri investigatori
della nostra Patria (Applausi).

Quando mi hanno invitato a chiudere, mi sono chiesto cosa dirvi, come onorare l’opera dei fondatori di questo Incontro, uno degli eventi di educatori tra i più ampli, i più diversi e i più partecipati del mondo.
Come riprendere, dove oggi è maggiore la mancanza, il dialogo che hanno sostenuto i partecipanti a Pedagoia per tanti anni, con il nostro Comandante in Capo, Fidel Castro Ruz, educatore di masse, e con il compagno  José Ramón Fernández, educatore di educatori (applausi).
Ma mi è bastato stare due volte con voi in questi giorni per sentire la loro presenza, non solo perchè vengono nominati e si citano le loro parole, ma perchè nel programma e in quello che ho potuto conoscere nei differenti simposi, seminari e riunioni, resta viva e attuante la grande motivazione: l’unità degli educatori.
Già non solo latinoamericani o ispanoamericani. Educatori, parola tanto bella che tanto significa.
Un ripasso rapido nella storia di questi eventi ci ricroda che quando cominciarono spiccava, al disopra di altre, la decisione di unirsi per un mondo migliore, idea che ha prevalso nel tempo.
Allora si combatteva contro i criminale debito estero che asfissiava i nostri popoli, tagliando i fondi di bilancio per l’educazione nella maggioranza delle nazioni sorelle del continente. E gli educatori della regione venivano in massa non solo a raccogliere esperienze ma a portarci e condividere solidarietà, che è l’espressione più bella e utile dell’unità.
È molto difficile dimenticare la partecipazione di quella volta e di quelle successive che sono diventate avvenimenti straordinari per la capitale, per le sue scuole, che i delegati vistavano, e per tutta Cuba, un paese che non può essere ignorato quando si parla d’educazione, di alfabetizzazione, di perfezionamento docente, di cooperazione solidale, di conquiste e pratiche condivise.
 Con l’esperienza d 15 incontri precedenti, ora voi siete nella messa a fuoco dell’Agenda Universale per l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite che si orienta per “Garantire un’educazione inclusiva ed equa, di qualità, e a promuovere opportunità d’apprendimento permanente per tutti”.
Io direi che qui ci sono le condizioni migliori per interpretare, dividere e rendere praticabile questo ideale.
I 60 anni di storia della Rivoluzione cubana accreditano questa verità quasi come un assioma matematico.
Il primo passo è stato l’alfabetizzazione e solo due anni dopo il trionfo rivoluzionario  Cuba si dichiarò Territorio Libero dall’Analfabetismo.
Poi sono venute le battaglie per il sesto grado e per il nono, che hanno stimolato le iscrizioni di operai e contadini per terminare il livello medio superiore tra i lavoratori.
Oggi mostriamo una del medie più alte di laureati universitari - il  21% della popolazione del paese - nell’America Latina, nei Caraibi e in gran parte del mondo.

Pedagogia 2019. Photo: Estudio Revolución


Questa forza ci ha porato a fomentare e ad estendere la nostra cooperazione con tutto il Terzo Mondo, a creare programmi d’alfabetizzazione nella nostra lingua e in lingue originarie.
E, logicamente, doveva nascere e crescere un evento come questo capace di mostrare e condividere le migliori esperienze – rispetto alla diversità e all’identità di ogni nazione – che tra gli educatori cubani ha generato uno straordinario movimento dalle scuole, fomentando la creatività, l’innovazione, la sperimentazione, l’investigazione e lo scambio tra loro e con i loro colleghi nel mondo.
Com’ è stato detto più di una volta, Pedagogia è l’evento scientifico più importante del magistero cubano. Ed è anche una fonte inesauribile di solidarietà tra i nostri popoli, con espressioni d’alto impegno politico e sociale in ogni momento storico concreto. Li ci sono le dichiarazioni finali che danno fede a quel che dico.
Al momento della scomparsa fisica di Fidel, un giovane cantautore cubano, Raúl Torres, ha creato una canzone che è come un inno per i cubani.
Anche se il titolo è “Cavalcando con Fidel”, molti la chiamano “I grati”, perchè il poeta definisce così coloro che non abbiamo smesso di pensarlo e difendere le due idee.
Tra i grati di tutte le professioni ci sono gli educatori cubani. (applausi).
Loro , voi , come Fidel, sapete che ci resta molto da realizzare e non sarà mai sufficiente quello che facciamo per la diffusione della conoscenza che l’umanità ha accumulato per secoli. Una vita non basta per apprendere tutto. E nemmeno per insegnare tutto.
I merito è nella lotta per avanzare sempre di più senza farsi fermare dagli ostacoli.  Come un riferimento si può citare il caso di Pedagogia.
Nemmeno negli anni più duri della crisi economica degli anni ’90 sono stati interrotti questi incontri per l’unità degli educatori.
Pedagogia è la voce dei grati nell’Educazione, di coloro che lavorano per un maggiore accesso alla conoscenza, coscienti  di quello che ci manca, ma coscienti anche di quello che dobbiamo difendere, salvare e perfezionare.
Cuba negli ultimi mesi si è trasformata in una gigantesca Assemblea Costituente portando a dibattito popolare prima che a Referendum la nostra nuova Costituzione per la quale voteremo in massa Sì il prossimo 24 febbraio, senza dubbio alcuno.
Maestri e alunni di tutti i livelli sono segmenti della popolazione che con la maggiore profondità e con entusiasmo hanno discusso cambi e formule nuove per la nostra  Carta Magna.

Pedagogia 2019. Photo: Estudio Revolución


Credo che questo a che vedere con il fatto che nonostante il criminale blocco che si rinforza, nonostante i limiti finanziari che ci colpiscono e ritardano il compimento di molti dei nostri sogni, lo Stato cubano ha ratificato ancora una volta la sua responsabilità con il carattere assolutamente gratuito dell’educazione dal prescolare alla conclusione dell’università e a post laurea di studi.E di più, con la garanzia di scuole e impiego totale per i maestri a qualsiasi livello.  Questa è una cosa che sorprende e  che ogni visitatore ammira.
Èd è semplicemente un diritto, con quello della salute, al quale la Rivoluzione dedica le sue più alte voci nel bilancio,  perchè si tratta di diritti umani universali e fondamentali per il nostro ideale maritiano di conquistare tutta l’ingiustizia  (Applausi).
Senza nessun tipo di sciovinismo mi spiace dire che se Cuba da molto tempo garantisce questa educazione inclusiva ed equa, di qualità, e promuove opportunità d’apprendimento per tutti, questa è sempre un’aspirazione, disgraziatamente, per molti paesi.
E la nuova Costituzione rinforza tutti questi concetti, va all’avanguardia delle tendenze più progressiste del mondo e aspira anche di più soprattutto nella qualità e mentre è più educato e meglio informato, un popolo non solo è più libero, come affermava Martí, ma esige anche di più.
L’educazione e la cultura hanno la facoltà d’estendere gli orizzonti della conoscenza infinitamente e il desiderio di saper crescere alla pari della conscenza.
Nei prossimi mesi s’inaugureranno nuove scuole speciali per bambini con handicaps fisico motori, per idea del nostro primo segretario del PCC , il Generale d’Esercito  Raúl Castro Ruz, fortemente impressionato da una sua recente visita in una scuola emblematica dell’educazione  cubana.
 “Solidarietà con Panamá”, inaugurata da Fidel 30 anni fa, con tutte le facilità e  servizi a portata dei bambini con serie invalidità fisico - motorie che, senza dubbio, possono raggiungere un’impressionante sviluppo di abilità e conoscenze grazie all’Educazione Speciale, avrà presto la compagnia di istituzioni simili rinforzate con specialità come Educazione del Lavoro, Artistica e Scientifica.
Siamo impegnati anche nel recupero delle scuole danneggiate da devastatore tornado che ha colpito cinque municipi della capitale nella data della nascita di Martì. E ci siamo proposti che si ricostruiscano più belle e con maggiori prestazioni per la formazione dei loro alunni (Applausi).
Inoltre si deve riconoscere, stimolare e appoggiare nel recupero più di 300 maestri di queste zone che sono stati danneggiati in alcun grado, ma non hanno abbandonato le loro responsabilità docenti (Applausi).
Lo straordinario spirito solidale del nostro popolo, gli stessi valori che l’educazione cubana forma con tutte le imperfezioni che riconosciamo e critichiamo,  hanno permesso che si rompano records nei tempi di recupero dei servizi di base.
Credo che dobbiamo molto all’enfasi che la nostra educazione pone nella storia e nei suoi più prestigiosi protagonisti.
Siamo in una anno di commemorazione patria per il 150 anni dall’inizio delle Guerre d’Indipendenza e per i 60 del trionfo della Rivoluzione, nel 1959.
I nostri giovani sanno, anche se non lo hanno vissuto, che Cuba ha sofferto per i 60 anni la dipendenza  e la soggezione degli Stati Uniti e che la Rivoluzione nello stesso periodo di 60 anni ha cancellato le sequele di una disuguaglianza profonda, del razzismo, l’educazione d’elite e l’esclusione, ma la scuola ha il dovere di mantenere questa coscienza in ogni generazione che si forma nelle nostre aule.
Difendiamo ed esaltiamo la memoria storica, la cultura, l’identità come scudo della sovranità, “Per far sì che i nostri figli non medichino in ginocchio la patria che i genitori ci hanno  conquistato in piedi”, come diceva Rubén Martínez Villena, giovane poeta e rivoluzionario cubano degli anni trenta.
Le attuali tecnologie ci hanno imposto nuovi codici di comunicazione e abbiamo scommesso sula conoscenza e il lavoro sano, critico e creativo.
Fidel è stato il primo a valutare il valore di Internet per democratizzare realmente la comunicazione. Lui diceva che sembrava creato per i rivoluzionari, per la capacità di diffondere messaggi a un costo insignificante e con portata infinita.
Ma ci ha anche avvisato dei rischi di sommarci negli oceani dell’informazione della Rete delle Reti senza conoscimenti e la coscienza critica necessari per poterlo  usare senza essere usati.
I più grandi e gravi problemi del mondo attuale s’incontrano in questa immensa rete che è vincolata sottilmente o apertamente ed è necessario affrontare questi scenari con conoscenze sufficienti per non essere soggetti al servizio dei peggiori interessi o soggetti acritici di un ambiente che compromette anche la sopravvivenza della specie.
Un’altra volta la scuola.  Senza di lei lo strumento più meraviglioso dell’ intelligenza umana potrebbe essere solo un giocattolo inutile o uno specchio per compiacere la vanità. Con lei, con gli strumenti che ci apporta e la conoscenza critica che ci forma, un mondo migliore sarebbe possibile in meno tempo.
Nella sua conferenza inaugurale, la ministro Ena Elsa Velázquez  ha parlato dei quattro pilasti su cui si sostiene la gestione del Governo.
Fondamentali sono  il vincolo con il popolo e l’attenzione ai suoi problemi e alle sue domande, appellando la partecipazione di tutti e la ricerca di un’alternativa per le soluzioni  in un permanente esercizio di comunicazione.
Per far sì che sia effettiva questa gestione è obbligatorio entrare a fondo nella conoscenza dell’ uso delle nuove  tecnologie e stiamo  scommettendo su questo con gli apporti e i talenti delle nostre scuole tecniche e delle nostre università.
Nello stesso tempo difendiamo un’educazione che informa gli studenti sulle complessità politiche del mondo contemporaneo,  le cause e le origini dei conflitti, la vocazione d’ingerenza schiavizzante degli imperi e il diritto dei popoli di difendere la loro dignità e sovranità, così come la valutazione dell’integrazione tra nazioni di simile composizione, sviluppo e interesse come destino imprescindibile per la sopravvivenza.
Questa conoscenza è quella che ci fa disprezzare le guerre, difendere le cause giuste, praticare la solidarietà con chi soffre  resistere e vincere tutte le forme di castigo che pretendono d’imporci per tentare di percorrere il nostro cammino.
Con questa convinzione consideriamo ogni scenario valido per esigere il rispetto del Diritto Internazionale, la non ingerenza e il non intervento in
Venezuela (Applausi),  la fine del blocco e delle minacce a Cuba e alle nazioni sorelle,  Venezuela e Nicaragua (Applausi).
In un testo  che ogni educatore delle nostre terre dovrebbe conoscere
—“Maestros ambulantes”—, José Martí disse “ Gli uomini necessitano che  si suscitino la compassione nel loro petto, le lacrime nei loro occhi,  si faccia il bene supremo di sentirsi generosi:che per il meraviglioso compenso della natura quello che si da cresce e chi si ripiega in sè e vive di piccoli piaceri,  teme condividerli con altri e pensa solo da avaro a beneficare i suoi appetiti, diviene un uomo in solitudine, che porta nel petto tutto il bianco dell’inverno e giunge ad essere dentro e sembrare fuori (un) insetto.
“(...) gli uomini crescono e crescono fisicamente, in maniera visibile quando apprendono qualcosa, quando giungono a possedere qualcosa e quando hanno fatto qualche bene”.
“Solo gli sciocchi parlano di sfortuna o gli egoisti.  La felicità esiste sulla terra, la si conquista con l’esercizio prudente della ragione della conoscenza dell’ armonia dell’universo e la pratica costante della generosità (...)”.
Lo scrisse nel maggio del 1884 ma son parole che hanno il valore dell’eternità come quasi tutto quello che conosciamo di Martí.
Compagne e compagni :
Mi permetto d’avvicinarmi a voi per ringraziare per la vostra presenza i vostri apporti all’educazione cubana, latinoamericana e universale.
Per esprimere la nostra permanente disposizione alla cooperazione e allo scambio di esperienze e sapari. Per confermare che in Pedagogia e come nella Rivoluzione cubana non ci sono rotture e c’è continuità.  (Applausi).
Continuiamo a scommettere su un mondo migliore e crediamo che la base di questo desiderio sia l’educazione.
Molte grazie per renderlo possibile ogni giorno.
Ci vedremo nel prossimo evento di Pedagogia! (Ovazione).

(Versione stenografica del Consiglio di Stato- Traduzione Gioia Minuti).