ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
José Alberto «El canario» *Photo: *zeta 93. la musica.com Photo: Granma

«Il mito di Cuba come destinazione proibita è finito. Ci sono molti artisti che vogliono venire a cantare qui.  Mi piacerebbe molto portare il Gran Combo di Puerto Rico, il gruppo Niche, La sonora ponceña,  Oscar de León,  Tito Nieve. Tutti loro  cono molto interessati per venire a Cuba. Hanno fame di venire a Cuba», ha detto il  sonero dominicano José Alberto «El canario» dopo il suo arrivo nell’Isola per partecipare al  Festival Josone, che si realizza da ieri, giovedì 12 a Varadero, organizzato dalla Egrem e dall’Istituto della Musica.
Il dominicano, vincitore di un Premio Grammy nel 2015, è venuto a Cuba in diverse occasioni per registrare con il  Septeto Santiaguero, tra i vari progetti.
«Io lavoro nel mondo intero e non mi possono proibire di venire a Cuba, perche io vengo a dare musica e allegria. Vengo tutte le volte che voglio e continuerò a venire», ha assicurato in un incontro con la stampa nella sede della Egrem.
Il musicista  dominicano che è molto influenzato dalla musica di gruppi e artisti come  Benny Moré, Rolando la Serie, Pello el Afrokán e Tata Güines,  tra i tanti, ha composto per più di  tre decenni numerosi temi che hanno fatto ballare con passione.
«Io ammiro molti musicisti cubani, perchè questo paese e i cubani, in quanto alla musica, sono grandiosi.  Cuba è la patria della musica!  Noi siamo radici e io mi sono dedicato di più alla tradizione, a seguire la musica degli anni ’50, ‘60 e dei ‘40 perché è il mio gusto personale».
Per «El canario», il cambio generazionale è garantito. Ci sono molti giovani talenti che si uniscono per fare “salsa brava e dura” in paesi come Colombia, Perú e Repubblica Dominicana, dove si è svegliata una grande febbre per la salsa.  Ci sono moltissimi giovani che lavorano con la musica di 40 anni fa, quella di  Machito, Tito Puente, Benny Moré».
Il rispettato interprete e compositore pensa che ci sono stati apporti nel  reguetón, un genere che, ha spiegato, è cambiato nel tempo.
«Già nella salsa si fa  reguetón e si continua  a fare. Io ho registrato con   reguetoneros. Già il reguetón non è quello delle parole crude che si faceva dieci anni fa. Già ha tenerezza, melodía e lirica» .
Il dominicano ha affermato che tra i suoi progetti principali c’è sempre “fare la musica cubana” collaborando con gli artisti dell’Isola.
«I festivals e i concerti che si stanno realizzado in Cuba sono una finestra che si apre ed hanno tutto il nostro appoggio. Si realizzano sempre più festivals e si apriranno molte altre porte. Siamo disposti a  lavorare e a cantare in Cuba quando sia. Da parte mia io farò musica cubana tutta la vita, sino al giorno che morirò ( GM – Granma Int.)