ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Il Che disse: “Lo conobbi in una di quelle fredde notti messicane. Nelle poche ore che trascorsero tra quella stessa notte e l’aurora io ero già divenuto uno dei futuri partecipanti alla spedizione” (...)

Alcuni rimasero in prigione 57 giorni con la perenne minaccia dell’estradizione, ma in nessun momento perdemmo la fiducia personale in Fidel Castro.

E Fidel compì alcune azioni che, potremmo quasi dire, compromettevano la sua attitudine rivoluzionaria a favore dell’amicizia.

Ricordo che gli esposi in maniera specifica il mio caso: uno straniero illegale in Messico, con tutta una serie di accuse per giunta.

Gli dissi che non doveva assolutamente fermare per me la Rivoluzione e che mi poteva lasciare, che io comprendevo la situazione e avrei cercato d’andare a combattere dove mi avrebbero comandato e che il solo sforzo era far sì che mi mandassero in un paese vicino, ma non in Argentina.

Ricordo anche bene la risposta tagliente di Fidel: “Io non ti abbandono!” Quell’atteggiamento personale di Fidel con le persone è la chiave delle passioni che suscita attorno a sé…

Ernesto Guevara “Una rivoluzione che comincia” da Obras escogida. (Traduzione GM - Granma Int.)