ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

L’Avana – “L’americanizzazione della cultura a livello globale è sempre più forte” ha valutato il politologo argentino Atilio Borón nella giornata inaugurale del XII Seminario delle Relazioni Internazionali, nella capitale cubana.

Borón ha segnalato che anche se nel contesto attuale c’è una ridistribuzione del potere mondiale che incide l’egemonia degli Stati Uniti, nel campo culturale s’impone l’unilateralità e dietro a questo ci sono gli interessi economici, politici e anche militari, ha sostenuto in un dialogo con Prensa Latina.

Borón si è riferito alle sfide che affronta l’America Latina, che sta vivendo un momento complesso nel quale vari governi progressisti sono sottoposti a pressioni davvero non comuni.

“È indignante quello che succede in Venezuela”, ha detto come esempio.

“Lì dove esiste una struttura oligo-politica, un pugno di grandi imprese controllano quasi l’80% delle voci di base dell’alimentazione, provocano la speculazione e la scarsità per ricevere benefici e vendere a sovraprezzo” ha aggiunto.

Pur con tutto questo si è mostrato ottimista ed ha valutato che l’America Latina con tutti i suoi problemi, andrà avanti ed ha dichiarato interessante il seminario al quale partecipano rappresentanti di 26 paesi, trai quali 201 accademici che presentano 128 relazioni.

L’agenda dell’incontro prevede la messa a fuoco della continuità e dei cambi nelle relazioni internazionali con relazioni centrate sulla crisi del capitalismo, la geopolitica, l’integrazione e le migrazioni, tra i vari temi.