
Come ha detto Julia Muñoz, ministra d’Educazione e Cultura della Repubblica Orientale dell’Uruguay, nella cerimonia di chiusura della XXV Edizione della Fiera Internazionale del Libro La Habana 2016, realizzata ieri, domenica 21 nella Sala Nicálas Guillen de La Cabaña: “Si chiude il capitolo internazionale della Fiera, ma quello nazionale si estenderà per tutta Cuba partendo da marzo e sino al 24 aprile, data in cui terminerà a Santiago de Cuba”.
La titolare, accompagnata da Julián González, ministro di Cultura di Cuba; Ariel Bergamino, ambasciatore della Repubblica dell’Uruguay; Zuleica Romay, presidente del comitato organizzatore della Fiera e dell’Istituto Cubano del Libro, e con Eduardo Fernández, direttore generale della Fiera, ha indicato l’accoglienza, l’amabilità e la simpatia del popolo cubano per il suo paese ed ha sottolineato che il termine della condizione del Uruguay come paese Invitato d’Onore non è per noi il termine di nulla, nè la fine di una storia, nè un punto d’arrivo, ma al contrario è uno stimolo per continuare insieme e andare avanti nella costruzione di un futuro migliore (…) un compito che non è facile, ma è il più bello in questo mestiere di vivere”.
Durante la ceremonia sono stati premiati i migliori stands.
Il premio speciale della giuria è stato assegnato alla Repubblica Orientale dell’Uruguay. Tra gli stands non modulari è stata premiata l’organizzazione nazionale Bufetes Colectivos e il secondo premio è andato alla Aurelia Internacional S.A.
Tra i modulari il primo è andato al Sistema delle Nazioni Unite e il secondo alla editrice UH. Sono stati citati gli spazi della Agencia Literaria Latinoamericana e le Ediciones Unión.
“Abbiamo terminato una Fiera allegra con molto pubblico e un programma con un alto livello di qualità”, ha detto Zuleika Romay ed ha segnalato la programmazione del paese invitato d’onore, che ha presentato più del 60% delle attività, l’incontro degli editori e traduttori, una straordinaria opportunità di specializzazione per i professionisti cubani del settore; il seminario 130º Anniversario dell’Abolizione della Schiavitù, al quale hanno partecipato studiosi di sette paesi.
Inoltre ha citato i colloqui per i 400 anni dalla morte dell’Inca Garcilaso, il centenario di José Soler Puig, e quello dedicato in forma specializzata all’economia come scienza sociale, come parte di un programma con 793 attività e più di 12.600 partecipanti alle azioni letterarie realizzate.
“La presente eduzione nella quale sono stati attivi 172 scrittori e 41 artisti di 37 paesi, ha avuto anche la particolarità di realizzarla senza contare con la quantità di libri previsti.
“L’estensione del processo di produzione, dovuto all’arrivo ritardato delle materie prime per l’industria poligrafica nazionale non ha permesso di giungere alla Fiera con tutti i libri che volevamo”, ha spiegato la Romay che ha segnalto che nella sede principale, la Fortezza de La Cabaña non sono giunti 214.700 volumi dei quali 150.400 dedicati ai bambini.
“Anche così gli editori cubani hanno commerciato 234.246 libri, dei buoni libri”, ha aggiunto, dicendo che si deve continuare a lavorare per attrarre editrici straniere con buoni cataloghi, che accettino la sfida di promuovere le loro offerte in un mercato come il cubano, il cui pubblico conta con esigenze alte di conoscenza ed è abituato a comperare libri a basso prezzo, in virtù delle politiche statali di pieno accesso ai beni e ai servizi culturali.
Zuleika Romay ha commentato che si farà quanto è necessario per far sì che il milione di volumi che ancora manca s’incorpori alle corrispondenti Fiere del Libro nel resto del paese ed ha dichiarato che la Fiera è un evento di massa con la partecipazione di più di 345.000 persone ogni giorno, e che la trasmissione integra via internet è stata seguita da 3.970.000 persone di 40 paesi. (Traduzione GM – Granma Int.)


