Nel luglio del 1889, nella città di New York fu stampato il primo numero di “L’età d’oro”, una rivista di ricreazione e istruzione redatta da José Martí.
La pubblicazione desiderava : “… porre nelle mani del bambino americano un libro che lo occupasse e lo divertisse, gli insegnasse senza fatica, gli raccontasse in un riassunto pittoresco il passato e il contemporaneo, lo stimolasse ad usare ugualmente le sue falcoltà mentali e fisiche…”
Nel primo numero le sue pagine presentavano racconti, articoli e riassunti sulle scienze, le industrie, l’arte, la storia, la biografie e i viaggi, accompagnati da illustrazioni definite “lamine di vero merito”.
Nel Sommario apparivano *Meñique*, un racconto di magia, con un disegno e *Bebé y el Señor Don Pomposo*.
Il racconto con il “ avveduto” Meñique è stato preso da quello del poeta e drammaturgo Francisco Garzón Céspedes nella serie in cui appare Redoblante, un giullare. Redoblante e Meñique, interpretati dal giovane Lázaro Duyos nel Teatro Nazionale del Guiñol (TNG), hanno permesso di realizzare presentazioni nelle scuole, nelle case di cultura e in altri spazi alternativi.
Il gruppo della capitale Teatro 2, diretto da William Fuentes, ha posto al racconto il titolo di *Cuentacuentos* per presentare *Meñique*.
Il collettivo di Bayamo Pequeño Príncipe, ha adottato il testo di Garzón Céspedes ed ha presentato *Giullari e Meñique* diretto da Rafaela Téllez.
Nel racconto *Bebé y el Señor Don Pomposo*, Martí fa un ritratto che rende viva l’immagine di Bebé: “Bebé è un magnifico bambino di cinque anni.
(…) Bebé lo vestono con pantaloni corti allacciati al ginocchio e camicetta con il collo alla marinara, di cotone banco come i pantaloni e calze di seta colorata, con le scarpe basse . Con questa precisa descrizione, Martí profila il personaggio circondato da affetti ma anche da inquietudini relazionate a suo cugino Raúl ed a sua madre malata. Ogni anno vanno per le visite dei medici a Parigi. Là Bebé visiterà il “teatro Guiñol dove parlano i burattini, il poliziotto arresta il ladro e l’uomo buono dà una lezione all’uomo cattivo …”
A che cosa o a chi si riferisce Martí quando menziona il Teatro Guiñol?
L’approssimazione al personaggio burattino Guiñol è stata un successo, come l’anticipazione con *Bebé*… attrattive opzioni tematiche per fare teatro con creazioni in accordo con le risorse e il linguaggio dell’arte dei burattini.
La maggioranza dei burattinai nell’ Europa nei secoli XVI e XIX praticava l’estrazione dei denti come principale attività economica, come nel caso di Laurent Mourget, creatore a Lione del famoso Guignol, popolare personaggio; giornale vivente dei tessitori nella città francese, perseguitato dai gendarmi e dai proprietari sfruttatori.
La censura del Secondo Impero gli diede un colpo fatale, dissolvendo la sua forza sovversiva e obbligandolo a transitare verso un altro Guiñol, civile, su misura diretto quasi in esclusiva ad un pubblico infantile.
Dal 1914 il Teatro Guiñol mostrò un repertorio di opere con temi patriottici: Guiñol nelle trincee; Guiñol ferito; Guiñol in permesso…
È ovvio che nel racconto *Bebé*…, l’uomo della *Età D’ Oro* si riferisce al primo Guiñol, combattivo e impegnato con la lotta della classe proletaria.
In Cuba la versione di Modesto Centeno su *Bebé*… ha avuto diverse poste in scena nel teatro dei burattini.
Il direttore Ricardo Garal, la presentò con il gruppo di Pinar del Río, La Toronjita Dorada, mostrando uno degli animatori più duttili e capaci della storia dei burattini in Cuba.
Il Bebé di José (Pepe) Pantoja mostrava la sua altissima qualità interpretativa. Nel dicembre del 1972, Centeno diresse nel TNG un’altra versione di *Bebé*… intitolata *L’aia della francese*, di Renée Potts.
Nel numero 2 (agosto del 1889), si pubblica *Nené Traviesa*, testo martiano posto in scena da Wilfredo Rodríguez per il Teatro Dripy di Santa Clara.
*El camarón encantado*, originale di Martí nel numero 3(settembre del 1889) è stato ridotto da Norge Espinosa per il Gruppo Pálpito. *¡Sácame del apuro!*, si ricorda come un momento brillante d’efficacia teatrale grazie alle bellissime interpretazioni di Celeste del Pozo e Ariel Bouza.
Nello stesso volume Martí pubblica *Los zapaticos de rosa*, forse una delle poesie più lette dagli scolari cubani. la poesia è stata usata in maniera brillante dal gruppo del Teatro de Las Estaciones di Matanzas.
Rubén Darío Salazar e i disegni di Zenén Calero, guidano la maestria ispiratrice.
La versione libera di José Martí del racconto di H. Ch. Andersen *Los dos ruiseñores*, pubblicato nel número 4 (ottobre del 1889) ha offerto a Christian Medina, audace direttore del gruppo di Cienfuegos, Retablo, la possibilità di mostrarci la fusione di tecniche antichissime per l’uso dei burattini con il teatro d’oggetto più attuale.
*Los dos ruiseñores” è stato presentato anche dal Guiñol de Camagüey, guidato dall’instancabile maestro Mario Guerrero. Nel 1995 il TNG in co-produzione con il Teatro delle Marionette El Trujamán presentò *Abdala* partendo dalle grandi figure articolate dell’animazione diretta , vicine al teatro No giapponese.
Ogni 28 gennaio burattini e burattinai iniziano la Crociata Teatrale Guantánamo-Baracoa, della quale un contadino di Playita de Cajobabo dice: “La Crociata è la guerriglia di Martí”. ( Traduzione GM – Granma Int.)


