
I Comitati di Difesa della Rivoluzione, organizzazione della società civile con più di mezzo secolo d’esistenza che raggruppa oggi circa otto milioni di cubani, denuncia la «nuova» politica dell’amministrazione statunitense contro Cuba.
Il «Memorandum Presidenziale di Sicurezza Nazionale sull’indurimento della politica degli Stati Uniti verso Cuba», firmato los scorso 16 giugno dal mandatario Donald Trump, elimina le transazioni economiche, commerciali e finanziarie di compagnie nordamericane con imprese cubane vincolate con le Forze Armate Rivoluzionarie e incrementa sostanzialmente le restrizioni al diritto dei cittadini statunitensi di visitare il nostro paese.
Questa è la nuova formula dell’Impero per «difendere» i diritti umani nell’Isola, « dare potere» e «aiutare» il popolo cubano a «godere della libertà».
Ma Cuba è uno dei paesi del mondo più privilegiati per il rispetto dei suoi diritti umani, è riconosciuta dagli organismi internazionali come l’unica nazione in America Latina dove i suoi bambini non soffrono di denutrizione, con un basso indice di mortalità infantile e la speranza di vita più alta della regione, una scolarizzazione del 100% e nessun bambino che vive per le strade.
Inoltre Cuba investe grandi risorse per lo sviluppo dello sport, la scienza, la cultura, la sicurezza social e la pace.
A Cuba non esistono barriere razziali nè di genere per godere di tutti questi diritti.
Il nostro popolo ha conquistato il potere con le armi nelle mani il 1º gennaio del 1959, guidato da Fidel Castro, si è mantenuto fermo nei suoi principi di sovranità, includendo gli anni di maggior indurimento delle ostilità degli Stati Uniti contro l’Isola, nei quali si praticarono innumerevoli azioni politiche, economiche, propagandistiche, azioni di terrorismo, tentativi d’eliminare i nostri leaders, oltre alla sovversione ideologica, con l’obiettivo di distruggere la Rivoluzione.
I CDR, come il nostro Governo, codannano questa «nuova» politica degli Stati Uniti contro Cuba, appoggiano il dialogo e la cooperazione bilaterale, ma senza realizzare concessioni e senza accettare condizioni che pongano in pericolo la sovranità e la libertà conquistate.
Il memorandum di Donald Trump, che tenta di intaccare i diritti del popolo cubano, limita anche le libertà dei cittadini di quel paese, in un contesto nel quale l’opinione pubblica difende il ristabilimento della relazioni e l’eliminazione del Blocco.
Inoltre l’economia degli USA soffrirà perdite nei prossimi anni e migliaia di statunitensi perderanno i loro posti di lavoro.
L’indignazione dei membri dei CDR rispetto alla «nuova» politica statunitense contro Cuba si riflette nelle Assemblee del 9º Congreso che si realizzano dai Comitati a tutte le comunità dell’Isola, un processo che rinforza l’unità, prepara il quartiere a sviluppare le elezioni generali, sostiene i principi di sovranità e indipendenza, e ratifica la volontà del popolo di continuare a costruire il socialismo con la conduzione del Partito.
I Comitati di Difesa della Rivoluzione, come hanno fatto in tutta la loro storia, continueranno a difendere le conquiste realizzate e sostengono da ogni quartiere la massima del leader storico Fidel Castro che: «Il popolo di Cuba vincerà!»
Segreteria Esecutiva Nazionale dei CDR ( Traduzione GM - Granma Int.)


