ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Photo: Ismael Batista

Tremavano le mani a  Maria Eugenia Neto aprendo i nastri della corona di fiori . Era lunedì. Era ieri.
La vedova di  Neto -primo mandatario dell’Angola, dopo l’indipendenza del 1975,  era accompagnata da sua figlia Irene Alexandra.
Gli occhi palpitavano a tutte e due.
Le mani di Maria Eugenia hanno  trovato un’energia che proveniva da una dimensione difficile da valutare in quell’istante.
Lei ora presiede la  Fondazione Agustinho Neto, in omaggio  al liberatore dell’Angola che fu suo marito.
Era mattina e lei vestiva d’azzurro, bianco e nero. Con capi di maglia. I capelli castani e occhiali da sole scuri.
Ha preso i nastri tra le mani e li ha stirati sino a quando le parole dedicate ai martiri della guerra cubani e a suo marito sono state leggibili.
Poi, guidata dalla generale Teté Puebla, Maria Eugenia ha camminato per il Pantheon dei  Veterani del Cimitero di Colón.
Irene Alexandra andava dietro a loro.
Teté Puebla ha spiegato all’invitata che lì riposano i corpi e le anime dei veterani delle guerre d’indipendenza dell’Isola, dei combattenti di Girón e della clandestinità.
«E riposano anche i cubani morti nelle gesta di liberazione dell’Angola e di altri popoli dell’Africa», ha detto Teté a Maria Eugenia.
« Noi ci sentiamo in debito con l’Africa, perchè uomini e donne portati da là hanno lottato contro il colonialismo spagnolo in questa terra», ha indicato.
Maria Rugenia ha risposto che grazie all’appoggio di Cuba, l’Africa oggi è salva dal peso e dall’ incubo del colonialismo.
«Ora necessita una ricostruzione con il legato di coloro che si sono sacrificati ed hanno combattuto per far sì che il mondo divenga un luogo migliore», hanno valutato la vedova e la figlia di  Agustinho Neto - quest’ultima deputata  e direttrice generale della fondazione onorifica per suo padre.
Poi hanno posto rose e gladioli in alcune tombe.
Altre sono mancate per un capriccio della luce elettrica che è andata via proprio mentre i presenti stavano per scendere nel sotterraneo del Mausoleo.
«Ho un’idea, Generale, nonostante l’oscurità,  ha detto Maria Eugenia,  che oggi riceverà la medaglia di solidarietà  Mehdi ben Barka assegnata dall’Organizzazione di Solidarietà con i Popoli di Asia, Africa e America Latina (Ospaaal) a Agostinho Neto.
«Potremo tornare in un altro momento». (Traduzione GM – Granma Int.)