ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Photo: Jose M. Correa

Stimati cancellieri e capi delle delegazioni dei paesi membri dell’ALBA-TCP.

Distinti invitati a questo XV Consiglio Politico:

 «Oggi 10 aprile è un giorno di profonda ispirazione per Cuba: 125 anni fa fu creato da José Martí il Partito Rivoluzionario Cubano, fondato per “ ottenere con uno sforzo unito di tutti gli uomini di buona volontà l’indipendenza assoluta di Cuba e per fomentare e sostenere quella di Puerto Rico”, impegnato a creare «un popolo nuovo capace di vincere con l’ordine del lavoro reale e dell’equilibrio delle forze sociali, i pericoli della libertà repentina in una società composta per la schiavitù».

«Con questa invocazione martiana all’unità, all’organizzazione per la lunga lotta e la solidarietà tra coloro che operiamo per emanciparci, noi cubani diamo il benevenuto a L’Avana in tempi difficili che richiedono precisamente le tre virtù che il Comandante in Capo della Rivoluzione Cubana, il compagno Fidel, ci ha insegnato a difendere: unità, organizzazione e solidarietà.

Il XIV Vertice dei Capi di Stato e di Governo dell’Alleanza realizzato il 5 marzo a Caracas, ci ha lasciato una Dichiarazione che è una poderosa guida d’azione per i tempi che vive Nuestra America e per affrontare i pericoli che minacciano i nostri popoli, soprattutto quelli che per la volontà esercitata nelle urne si costituirono in potere e che ora sono aggrediti dalle oligarchie, l’imperialismo e dai loro strumenti di dominio.

Nella Dichiarazione di Caracas nata dai nostri ultimi incontri e dibattiti ci sono le chiavi per affrontare uniti la nuova agenda imperiale contro la regione, parare l’aggressione contro i governi di sinistra e progressisti e impedire che si annullino tutte le conquiste realizzate dai nostri popoli negli ultimi vent’anni.

La Dichiarazione di Caracas non poteva essere più precisa affermando che i processi democratici popolari guidati da governi, forze politiche e movimenti di sinistra affrontano un nuovo attacco dell’imperialismo, del capitale multinazionale e delle oligarchie nazionali.

Il declive dell’egemonismo imperiale, gli impatti della crisi sistematica internazionale e la caduta dei prezzi delle nostre risorse d’esportazione, e in particolare gli idrocarburi, aprono nuove sfide. Sono generati dalle stesse forze che hanno creato la povertà, l’esclusione e la dipendenza delle nostre nazioni, che ci hanno imposto invasioni e azioni per consolidare il loro potere.

In tutti questi anni e contro la nostra resitenza, il neoliberismo non ha tralasciato il suo impegno d’estendere la sua logica finanziaria, ma non si tratta d’una teoria di sviluppo: è la dottrina del saccheggio totale dei nostri popoli. Con il noeliberismo l’economia mondiale non è cresciuta in termini reali e in cambio si sono moltiplicate l’instabilità, la speculazione e il debito estero, lo scambio disuguale, le crisi finanziarie sempre più frequenti, la povertà, la disuguaglianza, la disoccupazione e l’abisso tra il nord opulento e il sud spogliato».

Il suo ritorno ha resuscitato il peggior conservatorismo, ha rimesso in moto il fondamentalismo, la xenofobia, il razzismo e il militarismo. La politica è finanziata da imprese e governi stranieri; le conquiste scientifico - tecnologiche hanno propiziato un alto livello d’unione politica e di comunicazione tra imperialisti e oligarchi per manipolare le masse e aggredire le nostre culture.

Nuovi volti, strumenti e metodi, confondono i votanti e scombussolano i risultati elettorali.

I partiti di destra utilizzano i poteri legislativi, giudiziari e mediatici come le piattaforme di cospirazione e annullano senza scrupoli l’ordine democratiche che difendevano, imponendo elementi di soluzioni con privatizzazioni e licenziamenti di massa e fomano l’articolazione della sovversione politica.

La corruzione contro cui hanno lottato le organizzazioni e i movimenti di sinistra e progressisti della regione prima di giungere al potere e contro la quale hanno dovuto combattere con forza una vota divenuti governi, è manipolata con fini politici per criminalizzare e demoralizzare le organizzazioni e i leaders.

Alcuni se ne fanno scudo per attaccare l’efficacia, la giustizia e l’efficienza delle amministrazioni pubbliche, limitando la fiducia dei cittadini nelle loro istituzioni e nel loro esercizio partecipativo. Altri la evadono e nascondono immoralmente i loro capitali nei paradisi fiscali».

Dobbiamo denunciarli tutti e combatterli con energia mentre incrementiamo i nostri sforzi per rinforzare una buona gestione nell’amministrazione dei beni pubblici e collettivi. Il controllo sociale degli Stati va assunto come una priorità dei paesi membri dell’ ALBA-TCP. Questo scontro è essenziale e dovrà far parte della nostra integrità e della nostra etica, mentre lavoriamo per la prosperità dei nostri paesi.

L’attacco principale è contro la Rivoluzione Bolivariana. Le arbitrarie sanzioni statunitensi contro il Venezuela e in particolare contro il suo vice presidente esecutivo, i lcompagno Tareck El Aissami, si devono annullare.

L’inesplicabile ordine escutivo del presidente degli Stati Uniti d’America che dichiara il Venezuela “una minaccia inusuale e straordinaria alla sicurezza nazionale di questo paese» dev’essere derogato.

Il Venezuela è la culla della libertà di Nuestra America, ha dato un impulso all’ integrazione regionale ed è il bastione dell’antimperialismo. La difesa del Venezuela e della sua Rivoluzione non è un problema esclusivo dei venezuelani.

È una causa che convoca tutti noi che lottiamo per la vera indipendenza dell’America latina e dei Caraibi».

Oggi in Venezuela si combatte la battaglia di Ayacucho del XXI secolo»

Il vertiginoso sviluppo dei fatti recenti e le minacce ai postulati del Proclama di Pace dell’America Latina e dei Caraibi firmato in questa stessa città tre anni fa, sottolineano l’importanza della Dichiarazione di Caracas e riempiono di un senso nuovo e d’urgenza questo Consiglio, per analizzare quello che succede, e soprattutto le minacce contro la Rivoluzione Bolivariana e il ruolo dell’ Alleanza.

Sembra che esistano due Venezuela: una quella del suo popolo, dell’unione civico militare, quella dell’ALBA TCP e di Petrocaribe, quella delle associazioni degli Stati dei Caraibi, del Consiglio dei Diritti Umani e del Comitato Speciale di Decolonizzazione delle Nazioni Unite. Quella della CELAC e del Movimento dei Paesi non Allineati e un’altra falsa e malvagiamente fabbricata dalla sempre servile e a favore dell’imperialismo Organizzazione degli Stati Americani, dai media di comunicazione, dalle oligarchie neoliberali e da altri poderosi interessi.

Siamo stati testimoni delle componenti oscure della OSA e della manipolazione capricciosa e astuta del sue stesse regole, così come l’atteggiamento perverso, indegno e pazzoide del suo segretario generale, portabandiera degli interessi imperiali, delle mafie politiche di Miami e di volgari mercenari.

Grazie al Venezuela al’ ALBA e a Petrocaribe, molti paesi non si sono spenti nell’ora più oscura e milioni dei nostri concittadini hanno imparato a leggere e scrivere, mentre altri, molti, hanno recuperato la luce dei loro occhi ed hanno iniziato a tenere accesso ad un’attenzione alla salute degna e senza fini di lucro, alla pratica di massa degli sports, ad apprezzare la cultura, a crescere e apprendere dalle nostre culture originali, dimostrando che non c’è miglior cammino di quello costruito da noi stessi.

Che cosa sa la OSA di tutto questo? Che cosa ha fatto la OSA per noi? Che saprà della solidarietà l’organizzazione che ha coperto l’invasione militare, il blocco e le aggressioni contro Cuba, i tentativi di colpo di Stato in Venezuela, Ecuador, Bolivia, la guerra sporca contro il Nicaragua e le invasioni si Granada e Haiti?

Altri temi urgenti ci motivano: l’appoggio che necessita il popolo ecuadoriano e la sua Rivoluzione Cittadina, vincitori di un’elezione nella quale si rischiavano tutti i passi avanti politici, socio- economici e umani degli ultimi dieci anni.

Il sostegno necessario al Nicaragua Sandinista contro il quale cospirano le mafie ultra reazionarie nel Congresso degli Stati Uniti e la difesa della dignità e dei legittimi interessi dei nostri fraterni paesi insulari dei Caraibi, sottoposti alle pressioni dei centri finanziari imperialisti.

Vi invito a dibattere su tutto questo con lo stesso spirito dei nostri Capi di Stato e di Governo nella loro ultima recente riunione a Caracas, per organizzarci e unirci meglio nelle nostre azioni. V’invito anche a condividere le soluzioni pratiche per stabilre il Fondo d’Assistenza ai migranti, che vuole aiutare i nostri compatrioti a rischio di fronte alle politiche brutali del Nord.

A nome del presidente Raúl Castro Ruz, vi do il benvenuto a l’Avana in questa giornata, che sarà intensa e di lavoro per la Patria Grande.

L’unione è e sarà la nostra forza.

Molte grazie» (Traduzione Gioia Minuti).