Quando in Venezuela e in centinaia di luoghi del pianeta è stata ricordata la scomparsa del leader rivoluzionario che si era dichiarato femminista e aveva elogiato e lodato le grandi donne della storia latinoamericana, i giovani si sono sommati all’omaggio per il leader bolivariano ed hanno anche celebrato il vicino 8 marzo, Giorno Internazionale della Donna.
Di fronte alla galleria Cuba-Venezuela del Complesso Morro-Cabaña, scenario del progetto giovanile “ Gli amici dell’amico”, è stato realizzato questo omaggio dei pini nuovi dedicato a risaltare la vita quotidiana delle donne di Cuba e della regione e il pensiero del Comandante Chávez, in un dibattito condotto dalla giornalista Katiuska Blanco.
La Generalessa di Brigata Delsa Esther Puebla «Teté», l’attrice Corina Mestre Vilaboy, la campionessa olimpica Ana Fidelia Quirot e Ailí Labañino, figlia di Ramón, uno dei Cinque Eroi, hanno raccontato aneddoti, anche personali al Chávez combattente, appassionato dello sport e della cultura e difensore dell’eroismo delle donne.
Hanno parlato dell’uomo immenso che con Fidel si è unito alla trasformazione di Nuestra America, di quell’uomo che nessuno pensa che se n’è andato: “È stato un momento a messa e adesso torna”, come ha cantato Raúl Torres nell’incontro , perchè, come hanno affermato i presenti, “seguiremo il cammino dell’amico giunto con l’alba, nelle nuove battaglie dei nostri popoli”.
la manifestazione è stata un vivo segnale che la Patria, la nostra e la grande, ha nome di donna, come ha detto in varie occasioni il Comandante Chávez.
Hanno partecipato all’omaggio Yuniasky Crespo Baquero, prima segretaria del Comitato Nazionale della UJC; Kenia Serrano Puig; presidentessa del ICAP e Teresa Hernández Morejón, membro della Segretaria Nazionale della FMC, con altre donne intellettuali, scienziate, donne di casa e 50 combattenti donne della Brigata de la Frontera, che hanno ricevuto elogi del Buró Nazionale della UJC
Un leader nel cuore dell’America
“Il suo modo di essere vivo non si potrà mai misurare.” Dice così uno dei versi della canzone “Il ritorno dell’amico”, scritta dal cantautore cubano Raúl Torres pochi giorni dopo la scomparsa fisica del Comandante Hugo Chávez.
Ed è stata proprio questa canzone intonata come omaggio dal gruppo di cinque medici cubani che hanno assistito Chávez durante la sua malattia ad iniziare l’incontro per il secondo anniversario dalla morte dell’Eterno Comandante, nella sede del Ministero Cubano delle Relazioni Estere, presieduto da José Ramón Balaguer, membro della Segreteria del Comitato Centrale del Partito e a capo del suo Dipartimento delle Relazioni Internazionali, nel quale si è ricordato il leader della Rivoluzione bolivariana Alí Rodríguez Araque, ambasciatore venezuelano in Cuba, con la voce rotta dall’emozione ha raccontato che rivivono il suo nome e il suo pensiero, che sono immortalai nei cuori degli uomini che lo hanno amato.
Il Ministro interino delle Relazioni Estere cubane, Marcelino Medina, ha descritto ugualmente il “miglior amico di Cuba».
“Per tutto questo Cuba riafferma la sua solidarietà con la nazione bolivariana, di fronte alle minacce contro la pace e la stabilità nazionali che affronta”, ha dichiarato.
Alla cerimonia, che si è sommata alle migliaia che si sono svolte nel mondo per ricordare il leader bolivariano, hanno partecipato dirigenti e funzionari del Partito e del Governo di Cuba, membri del corpo diplomatico latinoamericano e dei Carabi, accreditati in Cuba e rappresentanti dell’Ambasciata del Venezuela nell’Isola.
(Traduzione GM - Granma Int.)


