L'esperienza dell'imprenditore italiano Dino Pogolotti, originario di Giaveno (TO), fondatore a L’Avana del primo quartiere operaio dell'America latina e la vitalità che “Redencion”, ossia il quartiere (barrio) Pogolotti'', esprime a cento anni dalla sua fondazione, costituiscono un esempio prezioso di un percorso migratorio di successo.
Il quartiere popolare è costruito sul modello dell’edilizia sociale europea ed è caratterizzato da una forte identità culturale di stampo afro-caraibico.
A partire dal 2002, anno della scoperta della vicenda, sono state avviate alcune importanti iniziative editoriali e di ricerca dal Consiglio regionale del Piemonte in collaborazione con il Comitato Uni-Cuba dell'Università di Torino, il
Comune di Giaveno, la casa di produzione UNA Film e la cooperativa Assemblea Teatro, al fine di valorizzare la memoria e la trasmissione di questa esperienza.
Molto è avvenuto, in termini di progettualità condivisa con la comunità del barrio, a partire dal primo contatto con il quartiere, attivato da Giuseppe Chiezzi e Rita Marchiori (allora Consigliere regionale e direttrice del Settore Cultura
della Regione Piemonte) in visita a L’Avana per l'inaugurazione della mostra – realizzata in collaborazione con la GAM di Torino - di Marcelo Pogolotti, figlio di Dino, considerato l’iniziatore della corrente sociale nella pittura futurista dell’isola.
A opera dei professionisti invitati a far parte del Comitato Scientifico del progetto, in undici anni di lavoro è stata intessuta una rete di collaborazione con le istituzioni cubane, le strutture di aggregazione locale e la comunità del barrio, nonché con studiosi fra i quali le docenti dell’Università de L’Avana, Graziella Pogolotti, nipote di Dino, e Acela Caner Romàn.
Sono attualmente state istituite convenzioni culturali e operative fra la scuola media Josè Testa Zaragoza del barrio Pogolotti e l'Istituto comprensivo Gozzi-Olivetti di Torino e fra la Casa Comunitaria y del Adulto Mayor del barrio e il Centro Anziani della Circoscrizione 7, al fine di sviluppare percorsi comparabili di consapevolezza e conoscenza sulle rispettive realtà territoriali.


